Scapolan: “Su MalpensaFiere si faccia una scelta di sistema”
L'appello forte del presidente della società di gestione, partecipata da Camera di Commercio e dai Comuni. "Questa struttura sta alla promozione del territorio e del commercio come il teatro sta alla cultura"
MalpensaFiere: che fare? Nel piano comunicazione del Comune di Busto Arsizio vorrebbe essere una piccola Cinecittà delle fiction e delle professioni dell’audiovisivo, ma alla fine è un’idea come tante per un futuro che tuttora non è chiaro. Il presidente della società MalpensaFiere, Renato Scapolan, sorride sentendo citare anche questa ipotesi, avendone probabilmente già sentite molte, ma su un punto è categorico. «Va presa una decisione, va fatta una scelta di sistema su questa struttura». Il momento è ora. A settembre si andrà a varare il piano industriale, a ottobre l’assemblea dei soci si riunirà e per allora dovrà essere stato definito in modo chiaro cosa fare di questa "corazzata" fieristica che non può certo rischiare di restare confinata in uno stagno. Scapolan invita ad aprirsi al mondo, cogliendo con una punta di insofferenza una certa tendenza del territorio a non muoversi, «mentre invece ho potuto cogliere un vivo interesse in ambito europeo per le potenzialità di questa struttura». L’occasione è stata la presenza al salone internazionale del turismo catalano per la candidatura della provincia di Varese: ed è emerso che la Catalogna, ma la Spagna tutta, in chiave Expo sono vivamente interessate a considerare un "polo" logistico come MalpensaFiere. Da qui l’idea di legare il domani della struttura alla grande manifestazione mondiale del 2015 a Milano, "orizzonte assoluto" della politica, delle infrastrutture, dell’economia lombarda e non solo.
Gli scogli da superare ci sono. Il più grosso è di ordine mentale: «vedere MalpensaFiere come opportunità, non come un peso». Insomma, nessuno sbuffi se c’è da mettersi a un tavolo e darsi da fare. «Va sfruttata al massimo questa struttura, lo dico da imprenditore. MalpensaFiere sta alla promozione come il teatro sta alla cultura»: un tempio del commercio. «E vi si muove un’economia reale, ogni euro investitito in fiere ne rende altri». Il problema grave sono i costi fissi di gestione, che incidono per l’85-90% sulle uscite. Mentre le manifestazioni sono sparse, quattro proprie, altrettante organizzate dall’esterno, i costi di gestione gravano tutto l’anno. Risultato? Dal 2002 al 2009, «segni meno fissi e conclamati. Scordiamoci di autopagarci solo generando manifestazioni» è l’avvertimento. Non resta quindi che rilanciare. Cinema, logistica, o quanto dovrà essere: MalpensaFiere c’è e ci sarà. Ma va presa una decisione. E presto, perchè il tempo, si sa, è denaro.
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