«Bisogna riscoprire la cultura della bicicletta»
Antonio Antonellis, dirigente della scuola Vidoletti, spiega i progetti che l’istituto promuove a favore di una città con meno automobili
Una serie di progetti per promuovere la mobilità sostenibile tra i ragazzi. È l’impegno che la scuola primaria di secondo grado Vidoletti ha preso nei confronti dei suoi studenti.«Tra i tanti progetti che abbiamo presentato ai nostri studenti – spiega Antonio Antonellis, dirigente dell’istituto – va ricordato il Pedibus, che abbiamo riproposto dopo la partecipazione dello scorso anno. Sono stati organizzati diversi percorsi pedonali nei quartieri per gli alunni che, per una settimana, hanno raggiunto l’edificio scolastico a piedi». Un’iniziativa che ha cercato di far riscoprire ai genitori e ai ragazzi il piacere di camminare, senza dover ricorrere per forza all’automobile.
«In quest’ambito – spiega ancora Antonellis – abbiamo proposto anche un laboratorio per l’uso della bicicletta. Un’iniziativa che si articola in due fasi. La prima, la parte teorica, prevede una serie di lezioni frontali che gli studenti svolgeranno in classe. Qui gli insegnanti parleranno di conoscenza del mezzo e del suo corretto uso, integrando le spiegazioni con filmati dimostrativi. La seconda parte prevede invece una prova pratica, che i ragazzi svolgeranno all’interno della scuola su percorsi disegnati dagli stessi insegnanti. Questo sarà un modo per dar prova di aver appreso le regole di comportamento necessarie all’uso della bicicletta su strada».
Tutte le diciannove classi dell’istituto sono coinvolte in questa attività che, precisa ancora Antonellis, «ha sia obiettivi di carattere formativo che di carattere sociale. Puntiamo a far capire ai ragazzi che il ciclismo, sia amatoriale sia a livelli professionali, è soprattutto una buona occasione per stare insieme». Un’idea, quella di portare la bicicletta tra i banchi di scuola, che nasce infine dalla volontà di promuovere l’attività fisica e uno stile di vita più sano. «C’è la mancanza di una cultura della bicicletta, sia perché i genitori sono più comodi e veloci ad accompagnare il figlio in macchina, sia perché mancano fisicamente le piste ciclabili in città. Noi per conto nostro facciamo il più possibile. Ad esempio, già nei mesi scorsi insieme all’assessorato abbiamo acquistato delle rastrelliere per le biciclette dei nostri studenti, che speriamo usino numerosi».
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