Via Eritrea, polemica sul giardinetto che non crescerà
Il piccolo appezzamento di terra che confina con il giardino è stato venduto dal Comune ad un privato per 101 mila euro. A vuoto le aste per le altre alienazioni
Il giardino di via Eritrea alimenta la polemica tra maggioranza ed opposizione a Gallarate. Il piccolo appezzamento di terreno nel quartiere di Sciarè (900 metri quadrati circa valutati poco più di 60 mila euro dai tecnici del Comune) è stato l’unico ad essere venduto nell’elenco di alienazioni predisposto dall’amministrazione dei Due Galli (per quelli in via Ferraris, via Bottini, via San Giovanni Bosco, vicolo del Gambero e via Tiro a Segno non ci sono state offerte). Le buste dell’asta pubblica sono state aperte questa mattina (lunedì 9 novembre) in Comune: l’unico terreno venduto è stato proprio quello di via Eritrea. Ad aggiudicarselo un privato che ha offerto 101 mila euro (la base d’asta era 62 mila euro): potrà costruire un ottavo della superficie del terreno, vale a dire circa 110 metri quadrati. Il terreno in questione confina con il giardino pubblico tra via Eritrea e via Somalia: i cittadini del quartiere si sono mobilitati per evitare che il “parchetto” sparisse e il consigliere comunale del Pd Pierluigi Galli si è subito fatto portavoce della “protesta”: «Quello è uno standard piccolo, che era destinato ad uso pubblico e viene trasformato in uso privato. Ora chi lo ha acquistato potrà allargare la propria villetta o il proprio studio, a scapito di quanti desideravano che il giardinetto potesse aumentare di dimensioni – spiega Galli -. Il rione di Sciarè già soffre per la presenza dell’Hupac, per il trafficatissimo viale Lombardia che l’ha tagliato a metà, per la via che collega alla stazione che versa in uno stato di abbandono vergognoso. Per gli abitanti sarebbe stato meglio allargare la porzione di verde: invece si è scelto di fare cassa con un terreno che porta nelle tasche del Comune poche migliaia di euro». L’assessore all’Urbanistica Massimo Bossi replica: «Quello non è un parchetto ma un giardino attrezzato che rimarrà intonso – spiega -. L’area di fianco è lì da trenta anni, non è attrezzata e il volume edificabile è molto basso. A Sciarè ci sono giardini e parchi pubblici nelle vicinanze. A chi dice che il prezzo di base d’asta era troppo basso rispondo che la valutazione l’hanno fatta i tecnici in base all’edificabile e allo stato dell’area».
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