Agostinelli: “La vendemmia dell’energia è finita”
Mario Agostinelli, consigliere regionale e ricercatore dell’Enea, ha appena pubblicato il libro “Energia felice” (Socialmente edizioni) insieme a Pierattilio Tronconi
Mario Agostinelli, consigliere regionale e ricercatore dell’Enea, ha appena pubblicato il libro “L’energia felice” (Socialmente edizioni) insieme a Pierattilio Tronconi. Il libro parte da una coincidenza: i cambiamenti climatici prodotti dalla combustione e il raggiungimento del picco di Hubbert, che segna l’inizio della parabola discendente della produzione di petrolio.Agostinelli, che cosa si deve fare per affrontare questa situazione?
«La vendemmia dell’energia è finita. I governi devono imporre un cambio di paradigma nell’utilizzazione dell’energia. È “vita” la parola nuova da utilizzare insieme a energia, la suggerì l’editore Oscar Marchisio. Non più potenza e nemmeno velocità, ma vita e felicità. Occorre, dunque, una nuova visione del mondo perché gli scenari futuri sono di sopravvivenza non più di crescita».
Come si fa a cambiare marcia?
«Occorre una nuova organizzazione sociale che punti a una riduzione dei consumi. Ma soprattutto occorre una dimensione territoriale delle relazioni, come i famosi “chilometri zero” così di moda oggi. Insomma, bisogna affermare la fruizione delle energie naturali che hanno caratteristiche di discontinuità e questo libro con il suo sforzo enorme di documentazione, durata oltre un anno e mezzo, fa diventare questa narrazione effettiva, reale».
C’è una dimensione territoriale che è nuova nelle argomentazioni sull’energia da sempre impregnate di potenza e centralismo.
«Come capita sempre alla soglia delle grandi trasformazioni lo spostamento è indirizzato sul territorio dove si chiude il ciclo: aria, acqua, energia e alimentazione, cioè la terra. I quattro elementi si ricompongono a livello territoriale».
«Come capita sempre alla soglia delle grandi trasformazioni lo spostamento è indirizzato sul territorio dove si chiude il ciclo: aria, acqua, energia e alimentazione, cioè la terra. I quattro elementi si ricompongono a livello territoriale».
Le cosiddette energie alternative, dal solare all’eolico, non sono però sufficienti a soddisfare l’intero fabbisogno energetico.
«Iniziamo a diffondere il solare e l’eolico, sono una quota di risparmio importante. È energia che non richiede trasporto e potrebbe stare sui tetti di tutte le case e nei giardini, specialmente in Italia dove il sole non manca. E poi c’è il solare termodinamico di cui il premio Nobel Carlo Rubbia parla ormai da tempo».
E l’energia nucleare?
«Nel libro c’è un intero capitolo dedicato all’argomento e sulla inutilità di questa scelta».
«Nel libro c’è un intero capitolo dedicato all’argomento e sulla inutilità di questa scelta».
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