Falsi badanti, settantotto denunciati dalla Polizia di Stato

Scopo di tali controlli è stato quello di portare alla luce eventuali tentativi di eludere la legge e la sua valenza “sociale” da parte di sedicenti datori di lavoro senza scrupoli

Falsi badanti scoperti dai controlli della Polizia di Stato di Gallarate. 38 sedicenti datori di lavoro sono stati denunciati per falso e per favoreggiamento della permanenza nel territorio dello Stato di clandestini. Si tratta di 19 italiani, 5 pakistani, 4 bengalesi, 2 senegalesi, 2 tunisini, 1 kosovaro, 1 marocchino, 1 turco, 1 ecuadoriano, 1 ghanese, 1 del Benin. 40 i presunti lavoratori denunciati per falso. 7 pakistani, 9 bengalesi, 3 senegalesi, 3 albanesi, 2 cinesi, 2 tunisini, 1 kosovaro, 1 egiziano, 1 salvadoregno, 5 marocchini, 1 turco, 1 ecuadoriano, 1 boliviano, 2 ghanesi, 1 nigeriano.
 
Scopo di tali controlli è stato quello di portare alla luce eventuali tentativi di eludere la legge e la sua valenza “sociale” da parte di sedicenti datori di lavoro senza scrupoli che, attestando falsamente di avvalersi di stranieri clandestini come collaboratori domestici o badanti, avessero inteso permettere a questi ultimi di ottenere indebitamente il permesso di soggiorno, favorendone così la permanenza illegale in Italia probabilmente in cambio di un illecito compenso.
 
Il personale della Polizia di Stato ha quindi effettuato ripetuti accessi nelle abitazioni in cui presunti lavoratori stranieri avrebbero dovuto prestare la propria attività per accertarne la presenza e verificare il rispetto delle condizioni di lavoro minime previste dalla legge (rapporto di lavoro iniziato almeno il 1° aprile e persistente fino al 30 giugno scorso, per un minimo di 4 ore lavorative al giorno e 20 alla settimana).
 
I controlli in comuni diversi da Gallarate sono stati eseguiti grazie alla fattiva collaborazione dei Comandi di Polizia Locale territorialmente competenti, ed in particolare a quelli di Varese, Oggiona con Santo Sefano, Samarate, Lonate Pozzolo, Carnago, Villa Guardia (CO), Sumirago – Besnate – Mornago, Arconate (MI), Casorate Sempione, Besozzo, Seveso (MI), Magnago (MI), Somma Lombardo, Cardano al Campo, Cassano Magnago, Milano e Parabiago (MI).     
 
Estremamente varie le situazioni riscontrate in occasione degli accertamenti, tra le quali, ad esempio: esplicita ammissione, da parte del sedicente datore di lavoro, di aver prodotto una falsa attestazione; esplicita ammissione, da parte del presunto lavoratore, di aver usufruito di una falsa attestazione inviata previa captazione fraudolenta dei dati personali di un inconsapevole datore di lavoro; identificazione del presunto lavoratore come autore di attività illecite incompatibili con l’occupazione dichiarata (ad es. spaccio di sostanze stupefacenti).  

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Pubblicato il 23 Dicembre 2009
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