“Fuori la politica da Amsc”: il PD presenta nel sue proposte

I democratici chiedono un confronto per il bene della società: struttura più semplice e ritorno alla vocazione di azienda al servizio della città tra le mosse da valutare

Fuori la politica da Amsc. È uno degli ingradienti della ricetta del Pd per risanare i conti delle società che fanno a capo alla ex municipalizzata: struttura più semplice, aggregazione con altri gruppi per il servizio gas, ritorno alla vocazione di azienda al servizio della città su servizi specifici. Ma anche, appunto, il superamento dell’«anomalia gestionale che vede in capo ad un’unica persona tutte le aziende controllate da Amsc» (Nino Caianiello, coordinatore provinciale del PdL) e la nomina, come presidenti e amministratori delle società, di persone «che non abbiano responsabilità politiche dirette».
 
Il segretario cittadino del Pd Giovanni Pignataro aveva annunciato le proposte “di riforma” di Amsc all’indomani della conferenza stampa di Nicola Mucci che seguiva quella di Caianiello «Nell’incredibile succedersi di conferenze stampa, contro conferenze e repliche fra Sindaco e Presidente delle Società della galassia Amsc a cavallo fra il 2009 e il 2010 – scrivono i democratici nel loro documento- nessuno ha confutato in alcun modo la sostanza dei problemi di perdite gestionali e di indebitamento complessivo evidenziati dal nostro partito». I democratici spiegano oggi che non hanno interesse ai «giochi politici tra Mucci e Caianiello», ma che vogliono dare un contributo nella difesa di un patrimonio aziendale che, sebbene nel frattempo depauperato, appartiene non a questo o quell’esponente politico, ma a tutta la città».
 
Oltre agli interventi di razionalizzazione societaria e di revisione delle competenze, il PD chiede anche «l’eliminazione dei rami secchi o di quei servizi che non essendo in filiera (es. gestione immobili, gestione segnaletica stradale) producono diseconomie nelle società e la dismissione delle
attività non strategiche. Ritorno al core business, alla vocazione fondante delle ex municipalizzate, la fornitura dei servizi di base ai cittadini, anche mediante una «concentrazione degli investimenti sul territorio del gallaratese» rinunciando ad avventure lontano dalla città dei due galli, come quella a Saltrio o in Sardegna.
 
Sempre nell’ambito dei servizi fondamentali si chiede la valutazione dell’opportunità di aggregazioni «con altre più sviluppate realtà societarie nell’ambito del mercato del gas e dell’energia». Mentre per evitare un aumento del deficit (in una situazione già critica) si propone un intervento diretto del Comune per coprire i costi dei «servizi di nettezza urbana e smaltimento dei rifiuti», senza rinunciare ai buoni risultati ottenuti finora. Sull’acqua si chiede la «revisione urgente dei contratti di concessione del servizio idrico con i Comuni della zona» e un’azione politica per ottenere l’attivazione dell’Ato, sostanzialmente bloccata in provincia di Varese: un’attivazione che consentirebbe di affrontare il nodo dei costi del servizio e degli investimenti.
Ultimo capitolo, quello del trasporto pubblico, servizio per sua natura in perdita (vista la funzione sociale) ma che oggi a Gallarate appare poco incisivo: i democratici chiedono «l’aggregazione dei servizio trasporti in ambito sovra comunale e/o provinciale», integrati almeno con i Comuni circostanti, i cui abitanti si spostano spesso verso la città per scuola, lavoro e servizi ;
 
Al di là dello scontro che da mesi ormai divide maggioranza e opposizione, il Pd torna a chiedere interventi immediati di fronte ad una situazione che «potrebbe diventare insostenibile». E offre la disponibilità politica a discutere degli interventi, per il bene dell’azienda. Del resto i democratici avevano già dato una volta un segnale forte, con un voto favorevole – fortemente criticato dalla Lega Nord – al progetto di teleriscaldamento. Progetto che da mesi è fermo, in attesa di investitori disposti a condividere una scommessa da cento milioni. Anche su questo il Pd chiede «una revisione e un aggiornamento tecnologico» e conferma: servono investimenti «esterni ad Amsc»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Gennaio 2010
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