“Una ragazza allegra e fragile che adorava disegnare”
Il ricordo della professoressa Anna Mento, ex docente di Martina Novembre, la giovane morta nell'incidente di domenica 17 gennaio
«Martina era una ragazza splendida, simpatica, gioviale». A raccontare Martina Novembre (foto), la
ventenne morta nell’incidente di domenica 17 gennaio tra via Silvestro Sanvito e via Salvo d’Acquisto è Anna Mento, professoressa di Economia Aziendale all’Istituto Einaudi di Varese, docente di Martina lo scorso anno: «Era l’anno della maturità, lei in economia non era bravissima, ma ce l’ha fatta con impegno e dedizione – spiega la professoressa -. Sono molto addolorata. Era una ragazza dolce, sensibile. A tratti emergeva una fragilità dovuta soprattutto alla sofferenza per la separazione dei suoi genitori. Da poco si era trasferita dal padre dopo aver abitato con la mamma. Io l’ho ascoltata nei suoi momenti più difficili e siamo rimaste legate: ci scambiavamo mail, messaggi su Facebook, ci siamo inviate gli auguri di Natale. Col ragazzo aveva trovato stabilità e il nuovo lavoretto che le permetteva di portare a casa qualche soldo le dava serenità e tranquillità: l’ho trovata cresciuta». Tra le passioni di Martina, stando ai ricordi della professoressa Mento, c’era il disegno: «Faceva ritratti e caricature a tutti, compagni, professori, bidelli, anche durante le lezioni – prosegue la docente -. Era bravissima, aveva mano ferma e tratto preciso. Io le dicevo che aveva sbagliato scuola, che avrebbe dovuto fare il liceo artistico: lei mi dava ragione e pensava di ricominciare a studiare per approfondire questa sua passione. Ricordo quando siamo andati con la 5^ B a Milano: le piacque il Castello Sforzesco e le mostre di Palazzo Reale. Mancherà a tutti».
ventenne morta nell’incidente di domenica 17 gennaio tra via Silvestro Sanvito e via Salvo d’Acquisto è Anna Mento, professoressa di Economia Aziendale all’Istituto Einaudi di Varese, docente di Martina lo scorso anno: «Era l’anno della maturità, lei in economia non era bravissima, ma ce l’ha fatta con impegno e dedizione – spiega la professoressa -. Sono molto addolorata. Era una ragazza dolce, sensibile. A tratti emergeva una fragilità dovuta soprattutto alla sofferenza per la separazione dei suoi genitori. Da poco si era trasferita dal padre dopo aver abitato con la mamma. Io l’ho ascoltata nei suoi momenti più difficili e siamo rimaste legate: ci scambiavamo mail, messaggi su Facebook, ci siamo inviate gli auguri di Natale. Col ragazzo aveva trovato stabilità e il nuovo lavoretto che le permetteva di portare a casa qualche soldo le dava serenità e tranquillità: l’ho trovata cresciuta». Tra le passioni di Martina, stando ai ricordi della professoressa Mento, c’era il disegno: «Faceva ritratti e caricature a tutti, compagni, professori, bidelli, anche durante le lezioni – prosegue la docente -. Era bravissima, aveva mano ferma e tratto preciso. Io le dicevo che aveva sbagliato scuola, che avrebbe dovuto fare il liceo artistico: lei mi dava ragione e pensava di ricominciare a studiare per approfondire questa sua passione. Ricordo quando siamo andati con la 5^ B a Milano: le piacque il Castello Sforzesco e le mostre di Palazzo Reale. Mancherà a tutti».TAG ARTICOLO
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