Lo stato non paga e il comune vuole dare fiato alle imprese in crisi

La giunta ha deliberato un protocollo d'intesa da sottoporre alle banche per garantire il pagamento dell'80% delle fatture contratte con il comune

L'assessore Maurizio Mazzucchelli e il dindaco Matteo BianchiLe imprese fanno i lavori per i comuni che a loro volta li pagano con i soldi che gli vengono trasferiti dallo stato. Sembra che tutto fili liscio, eppure le imprese che lavorano per gli enti locali hanno l’acqua alla gola. Perché?
Ci si rende conto meglio srotolando il procedimento al contrario: lo stato non eroga i trasferimenti ai comuni se non con spaventosi ritardi; i comuni non hanno liquidità disponibile per pagare le imprese che lavorano per lui e le imprese sono costrette ad accettare pagamenti che necessitano di mesi prima di poter essere riscossi. Ma stipendi forniture vanno pagati subito. Mettiamoci come cornice una situazione economica non proprio edificante e il quadro è completo. E sconfortante.
Al comune di Morazzone è successo più o meno così e ad un certo punto sindaco e giunta si sono trovati con fatture per 500mila euro con scadenze che arrivavano anche a 12 mesi. Con una naturale ricaduta devastante per le aziende creditrici.
Nell’immediato il sindaco Matteo Bianchi e l’assessore al bilancio Maurizio Mazzucchelli (a sinistra nella foto) hanno dato un po’ di respiro dirottando un trasferimento straordinario a ripianare le spese correnti, «con lacrime e sangue di tutti gli assessorati che hanno dovuto centellinare le proprie spese siamo riusciti a ridurre il debito del 50%», spiega il sindaco Bianchi, «ma evidentemente non è bastato».
«Coscienti del ruolo e delle ricadute economiche che un’amministrazione comunale svolge sul territorio – ha spiegato l’assessore Mazzucchelli – ci siamo orientati verso un altro obiettivo: abbiamo definito un protocollo d’intesa da sottoporre alle banche per garantire liquidità alle imprese che lavorano per noi».
In sostanza si tratta di inserire un altro attore nel processo dei pagamenti: le imprese accettano gli appalti del comune con scadenze di pagamento anche molto lunghe («in accordo con il nostro flusso di cassa cercheremo comunque di garantire un termine che non vada oltre i 120 giorni», spiega l’assessore); a questo punto l’amministrazione comunale si fa garante dei pagamenti statali presso le banche che s’impegnerebbero in questo modo a concedere un extra fido. Le clausole del protocollo d’intesa parlano di una ulteriore concessione di liquidità alle aziende “pari ad almeno l’80% dell’importo della fattura contratta con il comune”, garantendogli così la liquidità necessaria per lavorare.
Il provvedimento è stato approvato dalla giunta comunale l’8 febbraio e ora verrà sottoposto agli istituti di credito, che naturalmente dovranno leggerla, condividerla e decidere se accettarla, per la sottoscrizione.
«Il nostro comune ha meno di 5mila abitanti – spiega Bianchi – e quindi non siamo soggetti ai vincoli stringenti del patto di stabilità, tuttavia siamo oppressi dai ritardi dei trasferimenti statali, soprattutto dopo l’abolizione dell’Ici. Stiamo cercando di porre rimedio in qualche modo ma non c’è dubbio che le cose vanno ripensate: il federalismo fiscale va applicato al più presto, solo così la situazione potrà migliorare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 febbraio 2010
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