Comune contro Amsc, ingiunzione di pagamento per 400mila euro
Dal 1° gennaio l'azienda gallaratese non gestisce più il servizio. "I costi sono alti, ma con le tariffe in vigore avevano la possibilità di fare comunque degli investimenti"
Ammonta a 400mila euro l’importo che Casorate Sempione ha chiesto ad Amsc dopo la rescissione del contratto per il servizio idrico in città: l’amministrazione comunale ha deciso di procedere con un’ingiunzione di pagamento a carico della multiutility gallaratese. «Complessivamente – spiega il vicesindaco Tiziano Marson – si tratta di quattrocentomila euro: centomila si riferiscono alla dotazione per l’avvio dell’attività, altri trecentomila al canone per il sistema fognario. Per quest’ultima somma avevamo già proceduto alla messa in mora nel 2008». La rottura del rapporto con Amsc “per gravi inadempienze” risale a sei mesi fa, dopo diversi mesi di confronto tra le due parti: investimenti mai fatti e scarsa trasparenza nella gestione hanno convinto l’amministrazione a dare il benservito all’azienda gallaratese con otto anni di anticipo sulla scadenza del contratto. E così dal primo gennaio di quest’anno il Comune ha ripreso a gestire la rete idrica direttamente. «abbiamo già fatto alcune valutazioni sugli investimenti necessari e sui costi di gestione» continua Marson. «Dai dati emersi in questi primi due mesi abbiamo rilevato la validità delle tariffe in vigore. Certo, se si fanno investimenti, gli introiti delle tariffe non bastano. Ma per la sola gestione dell’esistente sono sufficienti». Come a dire: Amsc aveva qualche margine di guadagno e quindi aveva anche la possibilità di avviare investimenti per migliorare la rete.
E un miglioramento della rete serve senza dubbio: oggi circa il 40% dell’acqua viene disperso, almeno stando ai dati dei contatori. «Stiamo monitorando la situazione, è possibile – continua Marson – che ci siano anche alcuni errori legati ai vecchi contatori, che stiamo in parte rinnovando. Prima di fare interventi sulla rete, che sarebbero molto impegnativi anche per i disagi alla viabilità, dobbiamo avere un quadro completo della situazione». Oltre alle tubazioni, la rete è però fatta anche di pozzi per la captazione dell’acqua di falda: qui l’amministrazione vuole intervenire quanto prima, installando nuovi motori elettrici per le pompe, che riducano i costi. Attualmente, infatti, il costo dell’energia impiegata dai pozzi è superiore a 70mila euro: impianti più moderni consentirebbero un significativo abbattimento delle spese.
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