Il Novecento europeo tra blues, ragtime, jazz e melodie russe
Venerdì 16 aprile alle 21.00 al Teatro del Popolo terza conferenza-concerto del musicologo e violinista Carlo Bellora accompagnato al pianoforte da Francesco Pasqualotto
Con “Il Novecento europeo tra blues, ragtime, jazz e melodie russe”, il musicologo e violinista Carlo Bellora presenta al pubblico la sua terza conferenza-concerto sulla “Musica nella Storia” venerdì 16 aprile alle 21.00 al Teatro del Popolo di via Palestro 5 a Gallarate.
La caratteristica principale di questa proposta di conferenze-concerto è quella di proporre un approccio narrativo e accattivante dei brani suonati, facendo riferimento al contesto culturale di provenienza con riferimenti alla produzione dei musicisti dello stesso periodo storico, unendole a qualche riferimento alla produzione della storia della letteratura e della storia dell’arte. Una serie di concerti-narrati – che si articolano su preciso percorso cronologico – dall’approccio multidisciplinare nel quale la componente principale rimane, peraltro, il piacere della narrazione che si unisce alla gioia del far musica assieme.
Accanto al Maestro Bellora, al pianoforte sarà Francesco Pasqualotto.
Il programma di venerdì 16 aprile prevede:
– S.Joplin, Rag-Time Dance (arr. W.Birtel)
– S.Joplin, The Easy Winner (arr. W.Birtel)
– D.Sostakovich, Preludi per violino e pianoforte, op.34 nn°8, 1, 4, 13, 21 e 18 (arr. D.Zyganow e L. Auerbach)
– M.Ravel, Sonata per violino e pianoforte
– G.Gershwin, Summertime (trascrizione di J.Heifetz)
– G.Gershwin, It ain’t necessarely so (trascrizione di J.Heifetz)
– G.Gershwin, An american in Paris (trascrizione di J.Heifetz)
– S.Joplin, The Entertainer (arr. W.Birtel)
Il Novecento è stato un secolo di grande fermento culturale nel quale le arti hanno cercato nuove strade comunicative. Furono diverse le aree geografiche in cui maturarono rinnovate temperie culturali, tra queste la Francia, gli Stati Uniti d’America e la Russia. Fu Parigi uno dei centri più importanti di tutta Europa, non solo per la musica francese, ma anche per quelle provenienti da altre culture: una sorta di melting-pot sonoro. A Parigi si ascoltarono per la prima volta le musiche provenienti dal folklore spagnolo, nel 1881 si esibì un’orchestra russa diretta da Rimskij-Korsakov, così come le melodie provenienti dall’isola di Giava destarono grande stupore nell’animo di Claude Debussy, il quale aveva assistito ad un concerto durante l’esposizione universale del 1889.
Maurice Ravel (1875 – 1837) fu il compositore parigino che meglio di altri esprime questo desiderio di fusione tra le diverse culture musicali.
In Russia, invece, con l’avvento del regime sovietico si assiste a una fuga dei musicisti all’estero. Fuggirà Stravinskij, si assenterà per lunghi periodi Prokofiev, ma tra questi rimarrà Dimitri Sostakovich uno dei musicisti che lavorarono più assiduamente per la nomenklatura stalinista fermamente convinto della necessità di lavorare per l’edificazione della società socialista. Alle quindici sinfonie e alla musica da film che celebrano i fasti del regime va però aggiunta una significativa produzione di musica da camera meno connotata da richiami ideologici.
Anche negli Stati Uniti d’America il Novecento ha rappresentato l’inizio di nuove esperienze musicali. Rag-Time, Blues, Swing e Jazz furono suggestioni sonore di grande richiamo per i compositori che volevano sperimentare nuove sonorità. Il pianista Scott Joplin (1868 – 1917) – dopo le prime esperienze come musicista itinerante – scoprì che alcune danze di origine afro-americana come il rag-time, il cakewalk e lo slow-drak stavano riscuotendo grande successo sul pubblico e iniziò a dedicarsi alla composizione di questo genere, tanto da essere consacrato “Il re del rag-time”. Infine, George Gerswin (1898 – 1937) fu compositore che destò imbarazzo nei critici che non sapevano come etichettarlo: canzonettista, compositore di musical, sinfonista.
Carlo Bellora, diplomato in violino al Conservatorio “G.Verdi” di Milano con la professoressa Wanda Luzzato e perfezionatosi con Maja Jokanovich all’Istituto “Brera” di Novara, si è laureato in lettere moderne a indirizzo musicologico all’Università Statale di Milano con il professor Francesco Degrada, studiando composizione con il maestro Luca Macchi del Conservatorio di Sassari. In questi anni ha alternato l’attività concertistica a quella musicologica, esibendosi in vari concerti sia in duo con il pianoforte, sia con il clavicembalo, sia come primo violino di “spalla” per importanti rassegne musicali della provincia di Varese e di Milano. Come musicologo ha collaborato con importanti istituzioni quali l’Accademia Chigiana di Siena, la Società Italiana di Musicologia, I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Cantelli e l’Orchestra Verdi di Milano, con famose enciclopedie internazionali come The New Grove Dictionary of Music and Musician e Die Musik Geshickte und Gegenwart e testate specialistiche come Amadeus e Brescia Musica. Dal 2002 al 2006 è stato il curatore dell’Ufficio Letteratura Musicale dell’Orchestra Verdi di Milano e dal 2007 al 2009 dell’archivio di Casa Musicale Sonzogno di Milano. Da dieci anni collabora come critico musicale per la rivista Musica, recensendo CD e libri di musica cameristica e sinfonica. Chiamato dal musicologo Alberto Cantù, ha realizzato la discografia e la videografia completa di Yehudi Menuhin per il libro dedicato al violinista americano, pubblicato da Zecchini editore. Sempre per la collana i Grandi Violinisti – curata da Alberto Cantù – ha ultimato la discografia di David Oistrahk, pubblicata nella primavera del 2009. Ha pubblicato per l’editore Zecchini il libro Filippo Manfredi, la biografia e l’opera strumentale, volume realizzato con il contributo del CNR nazionale e segnalato al R.I.L.M. Ha tenuto conferenze e lezioni-concerto sul rapporto musica-letteratura e musica-arti figurative per l’Università dell’Insubria di Varese, facoltà di scienze della comunicazione, per il FAI, per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, per la Fondazione Gallarate Città e per alcune scuole superiori della provincia di Varese. Attualmente insegna Storia della Musica ed Estetica Musicale all’Istituto Superiore di Studi Musicali “G.Puccini”, pareggiato a Conservatorio, di Gallarate.
Francesco Pasqualotto (1982) vive a Gallarate. Ha studiato pianoforte sotto la guida di Maria Grazia Bellocchio diplomandosi nel 2004 da privatista con il massimo dei voti al Conservatorio “G.Verdi” di Milano. Nel 2007 consegue a pieni voti la laurea di II livello all’Istituto Superiore di musica “G. Donizetti” di Bergamo. Ha frequentato il corso di composizione sperimentale con il M° Sandro Gorli al Conservatorio di Milano. Ha frequentato in questi anni vari corsi di perfezionamento pianistico che lo hanno messo in contatto con didatti e concertisti di fama internazionale, quali i Maestri F. Scala, E. Perrotta, C. Pastorelli, A. Ciccolini, B. Canino, L. Lortie, F. Gamba, P. Masi, K. Bogino e P. Bordoni. Negli anni 2004 e 2005 è stato ammesso al Mozarteum di Salisburgo a corsi di perfezionamento con i Maestri A. Jasinski e S.Dorensky. Con il Trio Artemisia, costituito nel 2003, si è esibito con grande successo di critica e di pubblico in varie città italiane ed estere (Monaco, Madrid, Cracovia…) frequentando masters con l’Altenberg Trio Wien e con il Trio di Trieste all’Accademia Chigiana di Siena. Svolge un’intensa attività concertistica in Italia e in Europa che lo porta a suonare in sale prestigiose. E’ uno dei pochissimi giovani pianisti italiani che riesce a mantenere un’attività concertistica rilevante sia come solista sia in varie formazioni cameristiche, parallelamente alla partecipazione a corsi, concorsi e all’insegnamento. Ha partecipato come solista e come membro del trio a concorsi nazionali e internazionali sempre con lusinghieri risultati, tra cui diversi primi premi. Tra i vari riconoscimenti nell’estate 2009 ha vinto il Premio Speciale per il pubblico dell’ Ibla Grand Prize Competition. Il Maestro è stato membro della giuria del “Premio Giulotto 2009” di Pavia. Ha tenuto apprezzate lezioni-concerto nelle scuole superiori, nelle Università e in alcuni conservatori italiani dove ha potuto offrire, oltre a brani del repertorio classico e romantico, anche significative e molteplici composizioni di musica contemporanea. Nel 2003, 2006 e nel 2007 ha partecipato in qualità di pianista all’esecuzione dell’integrale dell’opera pianistica di Gyorgy Ligeti. Attualmente collabora con il quotidiano nazionale on-line “Il Sussidiario”ed è titolare della cattedra di Pianoforte Principale all’Accademia Ambrosiana di Musica di Milano e alla Scuola Civica dell’Istituto Superiore di studi musicali “F.Vittadini” di Pavia. Insegna inoltre pianoforte all’interno della sezione sperimentale musicale nata dalla collaborazione del Liceo Scientifico statale di Gallarate con il Civico Istituto Musicale pareggiato “Puccini” della medesima città.
Biglietti in vendita a 8 euro alla biglietteria del Teatro del Popolo, via Palestro 5, Gallarate (informazioni al numero 0331.784140).
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