Maretta nel PdL: “No alle correnti interne”

Una lettera firmata da un gruppo di esponenti del partito, legati ai Promotori della Libertà, critica la gestione a livello locale. Donadio puntualizza: "Passaggi da questa a quella ala? Dietrologia"

Maretta in casa PdL anche a Busto Arsizio dopo l’emergere sulla stampa locale di una lettera firmata da vari esponenti locali con incarichi amministrativi o politici, sotto il "marchio" de I Promotori della Libertà, e che critica la gestione a livello locale del partito. Si tratta di un riflesso lontano della tesissima situazione romana con la rottura Fini-Berlusconi. Nella lettera (testo in fondo all’articolo) inoltrata ai vertici provinciali del partito del Cavaliere – il coordinatore Azzi e il suo vice Ferrazzi – e a quelli locali – Achille Broggi e il suo vice Emanuele Antonelli – si denuncia un’insofferenza verso la gestione del partito e verso la sua tendenza a dividersi in correnti. Una volta uscita su un quotidiano locale la lettera, che avrebbe (avrebbe) dovuto rimanere riservata, ha suscitato un vespaio all’interno del partito, come prevedibile.

Domenico Donadio, vicepresidente di Prealpi Servizi, si rivolge a Varesenews per precisare i contorni della questione e ad allontanare ogni interpretazione «dietrologica o strumentale»: soprattutto su presunti passaggi di persone fra questa e quella ala del partito. In realtà, insiste Donadio a nome del gruppo di firmatari – che include tra gli altri Paolo Cicero (presidente di Accam), Ferdinando Butto (vicepres. Agesp), Francesca Cacioppo (coordinatrice di Azzurro Donna), Luca Rossi (a capo del Parco Alto Milanese) – l’ottica è proprio quella di rifiutare la divisione in correnti. «Noi abbiamo precorso i tempi: il documento della direzione nazionale approvato ieri sostiene proprio la nostra linea. Sostegno dunque al presidente Berlusconi e riconoscimento che le correnti negano la natura stessa del partito: Fini ha cercato di crearsene una, ma gli è stato detto di no». Quanto ad ogni voce ulteriore di passagi da questa a quella "ala", «si tratta di invenzioni: ribadiamo sostegno al sindaco Farioli e alle risoluzioni del partito a livello nazionale. Ora abbiamo colpito nel segno: in futuro organizzeremo delle iniziative, ma ogni altra illazione è fantapolitica».

Di seguito il testo della lettera.

I sottoscritti aderenti al Popolo della Libertà, valutata la situazione politica locale e provinciale, nel riconoscere la figura del Presidente Silvio Berlusconi quale Leader del Partito e nel sostenere l’azione e l’operato del sindaco Gigi Farioli e dell’intera amministrazione comunale, ritengono di prendere le distanze da qualsiasi forma strumentale di appartenenza alle correnti ad oggi esistenti.

La base del partito a Busto Arsizio, nonostante, le ripetute sollecitazioni, non ha mai avuto la possibilità di esprimersi in proposte e iniziative politiche, in quanto è mancato il coordinamento da parte di chi ha ccupato i ruoli di gestione nel partito negli ultimi tempi. Ciò ha provocato disinteresse e sfiducia tali da causare una scarsa partecipazione alle attività politiche di interesse comune. Pertanto, alla luce di quanto detto, si rende noto agli organi competenti il disagio degli iscritti per la situazione attuale, in modo che nelle scelte future venga privilegiato il criterio non solo dell’appartenenza ma anche della capacità di coinolgere e valorizzare persone che credono nei valori della LIBERTA’ (maiuscolo nel testo originale ndr).

A tal fine i sottoscritti richiedono:

a) riconoscimento della sede del partito quale luogo ufficiale di proposta e discussione del PdL
b) riunioni quindicinali degli iscritti con il Coordinamento cittadino
c) apertura della campagna tesseramento PdL 2010
d) incontro pubblico con il Coordinatore provinciale per illustrare la nostra proposta politica.

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Pubblicato il 23 Aprile 2010
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