Ancora lavoro nero e irregolare in provincia
In azione la Guardia di Finanza: individuati, in totale, 42 lavoratori completamente “in nero” e 27 irregolari; le violazioni sono state scoperte in 21 delle imprese controllate
Ancora lavoro nero in provincia di Varese. Dopo i controlli dei carabinieri nel Gallaratese, è la
Guardia di Finanza ad entrare in azione su tutto il territorio del Varesotto: 46 le imprese passate al setaccio, ristoranti, bar, parrucchieri, cantieri edili, aziende di lavorazioni meccaniche, imprese di installazione di impianti elettrici, commercianti all’ingrosso di elettrodomestici e distributori statali di carburante. Sono stati individuati, in totale, 42 lavoratori completamente “in nero” e 27 irregolari, tra i quali 11 e 6 di origine extracomunitaria; le violazioni sono state scoperte in 21 delle imprese controllate. Tra le irregolarità più emblematiche rilevate, persone già in pensione che continuavano a lavorare con continuità; corresponsione di emolumenti fatti apparire come rimborsi spese, anziché come retribuzione di ore lavorative straordinarie, per non scontare le ritenute fiscali e retributive; rapporti di lavoro dipendente fatti apparire come collaborazioni occasionali; orari di lavoro a tempo pieno documentati come “part-time”; lavoratori dipendenti assunti in data antecedente a quella ufficialmente dichiarata.
Guardia di Finanza ad entrare in azione su tutto il territorio del Varesotto: 46 le imprese passate al setaccio, ristoranti, bar, parrucchieri, cantieri edili, aziende di lavorazioni meccaniche, imprese di installazione di impianti elettrici, commercianti all’ingrosso di elettrodomestici e distributori statali di carburante. Sono stati individuati, in totale, 42 lavoratori completamente “in nero” e 27 irregolari, tra i quali 11 e 6 di origine extracomunitaria; le violazioni sono state scoperte in 21 delle imprese controllate. Tra le irregolarità più emblematiche rilevate, persone già in pensione che continuavano a lavorare con continuità; corresponsione di emolumenti fatti apparire come rimborsi spese, anziché come retribuzione di ore lavorative straordinarie, per non scontare le ritenute fiscali e retributive; rapporti di lavoro dipendente fatti apparire come collaborazioni occasionali; orari di lavoro a tempo pieno documentati come “part-time”; lavoratori dipendenti assunti in data antecedente a quella ufficialmente dichiarata. Nell’ambito dei controlli è stato individuato, tra l’altro, un imprenditore risultato “evasore totale”, che si avvaleva della collaborazione di un dipendente, anch’esso, conseguentemente, “in nero”. Uno dei lavoratori “in nero”, di origine extracomunitaria, è risultato irregolarmente presente in territorio nazionale in quanto privo di valido permesso di soggiorno ed espulso; il datore di lavoro, che impiegava il lavoratore clandestinamente presente in Italia, è stato, anch’egli, denunciato.
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