Fondazione Blini, “subito incontri fra le associazioni per preparare il terreno”
Bolis e Gussoni, membri del Cda della Fondazione, si rivolgono al tessuto associativo della città
Rispetto alle sollecitazioni giunte negli ultimi giorni in merito alla Fondazione Blini, in particolar modo sulla possibilità di maggior partecipazione della città alla costruzione del soggetto per l’espressione giovanile e la cultura, i membri del CdA Jacopo Leone Bolis e Stefano Gussoni intervengono concordemente sottolinenando alcuni aspetti della questione.
"Innanzitutto", ribadiscono nel comunicato, "che tale progetto ad oggi rimane unico nel suo genere in Italia e che porrebbe la città di Busto Arsizio all’avanguardia nella gestione ed elaborazione delle politiche giovanili della penisola. Tale Fondazione ha mezzi e strumenti per poter avviare un lungo lavoro di start-up. Solo persone poco aderenti alla realtà obbietterebbero sull’importanza di un lavoro precedente all’insediamento nello stabile di Piazza Trento".
Gussoni e Bolis negano qualsiasi volontà di "politicizzare o asservire alle beghe politiche la Fondazione stessa, la qual cosa creerebbe solo grave danno ad un istituto per i giovani". Semmai, l’intenzione è, fin da subito, quella di "proporre l’avvio di un percorso di conoscenza reciproca tra la città e la Fondazione. Busto Arsizio è ricca di esperienze associative e di gruppi di persone che attraverso la propria opera, quasi sempre in silenzio, concorrono fortemente al bene della città. Proprio da queste innumerevoli e variegate realtà intendiamo costruire il futuro della Fondazione, siano esse a vocazione artistica, solidaristica, sociale e culturali. Costituiranno l’humus naturale su cui gettare le fondamenta della Fondazione. Non c’è ad oggi, nella mente dei sottoscritti nè, riteniamo, nella mente dell’intero consiglio d’amministrazione, la volontà di chiudere le porte a nessuno. La convocazione, con data certa, di uno o più incontri pubblici a cui dovrebbero partecipare tutte le diverse realtà ed espressioni del territorio (dalle scuole agli oratori, dalle associazioni ai gruppi umani) sarà il primo punto proposto dai sottoscritti nell’ordine del giorno del primo cda utile".
Detto questo, Bolis e Gussoni auspicano che le polemiche si plachino e si facciano avanti le “energie di buona volontà”. Affinchè "si possa tracciare una linea netta che divida chi lavora nell’interesse della città e dei suoi giovani e chi invece fa della polemica sterile il proprio agire quotidiano e a quanti fanno dell’inadempienza rispetto ai propri obblighi una ragion d’essere".
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