Contro il vandalismo, usiamo i graffiti
Il gruppo Orangotown, che ha realizzato il grande murale "Wonderwall", propone i graffiti legali come sistema per arginare scarabocchi e tag che invadono le città
Gallarate laboratorio dei graffiti artistici contro il vandalismo. Per dimostrare che graffiti e città possono convivere, che i colori piacciono ai cittadini, non solo ai giovani, ma anche a quelli di una certa età, il gruppo Orangotown ha realizzato la sua prima opera in città, un gigantesco murale in via Manzoni, dipinto a dodici mani. Solo il primo di una serie di pro
getti in cantiere. «Le amministrazioni comunali sono alle prese da anni con il problema del vandalismo» spiega Alfiero Marangon di Orangotown. «Noi abbiamo lanciato il progetto "Messi al muro", che è una campagna sociale per il graffitismo artistico e contro il vandalismo, ma che è anche un’attività positiva, che possa essere alternativa al degrado». La proposta di Orangetown è chiara: individuare spazi, rendere visibile a tutti la pittura murale, l’atto creativo, far capire il lavoro e le idee che satnno alle spalle. Proprio come è stato fatto a Gallarate: «Nella piazzetta di via Manzoni – spiega Marangon – hanno lavorato sei artisti, due da Milano, altri da Vicenza, da Roma, da Bologna, una ragazz
a di Bergamo». Hanno ridipinto una gigantesca parete, ma hanno lavorato anche su altri materiali: uno degli "artisti di strada" ha recuperato, lavorato, dipinto e decorato una serie di bidoni di metallo. «Finiranno nella nostra collezione, con cui vorremmo fare una mostra nelle strade per cui abbiamo già il titolo, "L’arte? Un bidone". Per dire che si può fare arte con materiali poveri e di recupero». I gallaratesi in generale hanno apprezzato il lavoro, si sono incuriositi di fronte all’atto creativo andato in scena nelle notti bianche di venerdì e sabato scorso.
getti in cantiere. «Le amministrazioni comunali sono alle prese da anni con il problema del vandalismo» spiega Alfiero Marangon di Orangotown. «Noi abbiamo lanciato il progetto "Messi al muro", che è una campagna sociale per il graffitismo artistico e contro il vandalismo, ma che è anche un’attività positiva, che possa essere alternativa al degrado». La proposta di Orangetown è chiara: individuare spazi, rendere visibile a tutti la pittura murale, l’atto creativo, far capire il lavoro e le idee che satnno alle spalle. Proprio come è stato fatto a Gallarate: «Nella piazzetta di via Manzoni – spiega Marangon – hanno lavorato sei artisti, due da Milano, altri da Vicenza, da Roma, da Bologna, una ragazz
a di Bergamo». Hanno ridipinto una gigantesca parete, ma hanno lavorato anche su altri materiali: uno degli "artisti di strada" ha recuperato, lavorato, dipinto e decorato una serie di bidoni di metallo. «Finiranno nella nostra collezione, con cui vorremmo fare una mostra nelle strade per cui abbiamo già il titolo, "L’arte? Un bidone". Per dire che si può fare arte con materiali poveri e di recupero». I gallaratesi in generale hanno apprezzato il lavoro, si sono incuriositi di fronte all’atto creativo andato in scena nelle notti bianche di venerdì e sabato scorso. Il tutto viene infatti fatto sempre non solo con le autorizzazioni, ma anche cercando un confronto con i cittadini, per pensare ad un’alternativa in grado di recuperare soprattutto le zone degradate. «Da questo punto di vista Gallarate è una città perfetta, postindustriale,
con tanti spazi dismessi e tanti muri interessanti». Il prossimo spazio da decorare è già stato trovato, c’è anche un interesse dei proprietari dell’area: si tratta della "piazza delle ciminiere" all’interno della fabbrica ex-Bellora, in via Leonardo da Vinci. Un grande spazio caratterizzato da due ciminiere storiche, ma invisibile alla stragrande maggioranza dei cittadini: attraverso il writing potrebbe diventare un luogo affascinante. Sempre in periferia hanno ricevuto richieste da un privato che cerca un modo di arginare le scritte sui muri della sua proprietà i via Novara. Mentre un’altra idea riguarda via della Pretura, la viuzza tortuosa che collega via Manzoni con via Mercanti, da anni vittima di scarabocchi e scritte di ogni genere: «Vorremmo affidare il lavoro ad un gruppo di artiste, abbiamo già ricevuto adesioni dall’Italia, dal Portogallo, dalla Germania». Il gruppo Orangotown ha comunque sempre lavorato a sue spese e con gli sponsor, senza costi per la collettività (il Comune ha concesso il patrocinio gratuito).
con tanti spazi dismessi e tanti muri interessanti». Il prossimo spazio da decorare è già stato trovato, c’è anche un interesse dei proprietari dell’area: si tratta della "piazza delle ciminiere" all’interno della fabbrica ex-Bellora, in via Leonardo da Vinci. Un grande spazio caratterizzato da due ciminiere storiche, ma invisibile alla stragrande maggioranza dei cittadini: attraverso il writing potrebbe diventare un luogo affascinante. Sempre in periferia hanno ricevuto richieste da un privato che cerca un modo di arginare le scritte sui muri della sua proprietà i via Novara. Mentre un’altra idea riguarda via della Pretura, la viuzza tortuosa che collega via Manzoni con via Mercanti, da anni vittima di scarabocchi e scritte di ogni genere: «Vorremmo affidare il lavoro ad un gruppo di artiste, abbiamo già ricevuto adesioni dall’Italia, dal Portogallo, dalla Germania». Il gruppo Orangotown ha comunque sempre lavorato a sue spese e con gli sponsor, senza costi per la collettività (il Comune ha concesso il patrocinio gratuito).TAG ARTICOLO
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