Fatto fuori sotto casa
Ucciso a colpi di pistola, un 42enne. Fermato dai carabinieri di Rho un pluripregiudicato della provincia di Pavia. Si tratterebbe di un regolamento di conti tra malavitosi
Un efferato omicidio, un vero e proprio regolamento di conti, si è consumato intorno alle 22.30 di sabato 10 luglio nella periferia di Cornaredo. Calabretta Francesco, 42enne originario di Catanzaro, da tempo residente a Cornaredo, celibe, nullafacente, con precedenti per spaccio, è stato infatti giustiziato con 2 colpi di pistola: uno al volto ed uno al torace.
Il fatto è avvenuto proprio sotto casa della vittima, una delle case popolari situate al civico 2 di via Primo Levi, dove viveva in compagnia della mamma ultraottantenne che assisteva.
E proprio il rumore dei colpi di pistola richiamava l’attenzione di una pattuglia della stazione di Cornaredo, in quel momento in transito nell’attigua via Donatori di Sangue.
Arrivati sul posto i due militari notavano subito un soggetto armato di pistola e con indosso un casco che si allontanava velocemente a piedi in direzione di uno stabile vicino.
Si ponevano quindi subito all’inseguimento ed il fuggiasco rivolgeva contro di loro l’arma in possesso, provando a far fuoco e non riuscendo nell’intento a causa dell’ inceppamento della pistola.
I Carabinieri riuscivano quindi a raggiungere il malvivente, disarmarlo ed immobilizzarlo dopo una breve colluttazione. L’autore del reato, identificato in F.P., 38enne della Provincia di Pavia, coniugato, tre figli, operaio, pluripregiudicato, veniva conseguentemente tratto in arresto per omicidio doloso in flagranza.
La pistola in suo possesso, una Beretta semiautomatica cal.9, risultava essere proprio l’arma utilizzata per consumare il delitto. La salma del Calabretta è stata trasportata presso l’istituto di medicina legale di Milano.
Sono proseguiti per tutta la notte e sono tuttora in corso gli interrogatori di testimoni oculari e parenti della vittima, condotti dai militari e coordinati dalla dott.ssa Celle, presente sul luogo del delitto e negli uffici della Compagnia di Rho.
Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo di Rho e dalla Stazione di Cornaredo dovranno chiarire il movente dell’omicidio, allo stato apparentemente riconducibile a criminalità comune.
Personale del Nucleo Investigativo di Monza ha effettuato un accurato sopralluogo sulla “scena criminis”.
L’autore del reato, tradotto nel carcere di San Vittore, dovrà rispondere di omicidio volontario e detenzione illegale di arma da sparo.
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