Che duello tra Goss e Collins
Il play di Varese è il migliore in campo e gestisce bene l'azione decisiva. Il tiro da tre allontanato non spaventa i tiratori; la frase della settimana è del "solito" Poz
L’AZIONE – Quando il punteggio è ancora in bilico, l’equilibrio viene spezzato nel giro di pochi secondi del periodo finale. Varese a + 5, palla a Pesaro che la tiene troppo e finisce per servire Cinciarini in angolo: un palleggio e sfondamento su Rannikko. Palla Cimberio e Goss fa un piccolo capolavoro: regge la pressione di Collins e non cade nella trappola di cercare la penetrazione: al momento giusto la sfera viaggia verso l’angolo e da lì a centro area dove Slay si smarca e appoggia facilmente. Più sette a meno di 2’ dalla sirena: mamma butta la pasta.
IL DUELLO – Era forse il confronto più atteso e non ha tradito le aspettative: parliamo del faccia a faccia consumatosi in cabina di regia tra Phil Goss e Andre Collins. Diciamo subito che i due hanno chiuso in parità la sfida, non solo per i 20 punti segnati a testa ma anche per l’apporto complessivo dato alla propria squadra. Bravissimi: il varesino era all’esordio nel massimo campionato ed è subito stato all’altezza, il pesarese, nonostante un’altezza d’altre discipline, ha sfruttato tutta la velocità e la tecnica di cui è dotato.
LA STATISTICA – Andiamo sul classico e parliamo della percentuale al tiro da tre punti, perché tra le nuove regole appena introdotte l’allontanamento della linea è sicuramente la cosa che per prima balza all’occhio. Bene, a Masnago si è tirato meglio di prima, con la Scavolini Siviglia a sfiorare il 50% (10-21) e la Cimberio a seguire a poca distanza (8/20). Presto per un giudizio definitivo, ma per ora i tiratori paiono dormire sonni tranquilli.
LA FRASE – «Siena ha ceduto McIntyre, il miglior playmaker visto in Italia dal mio ritiro a oggi» (Gianmarco Pozzecco a Tuttosport: impareggiabile).
MVP – Diciamo PHIL GOSS ma l’imbarazzo della scelta è francamente tanto. Perché Slay dà un contributo che è già di quelli da leccarsi i baffi e perché Fajardo ci mette tanto del suo nel momento decisivo. Ma i 20 punti e il 26 di valutazione del play-guardia americano valgono quel millimetro in un ipotetico fotofinish che ci auguriamo diventi la regola.
PAGELLIAMO – Varese: Goss 7,5 (esordio coi fiocchi in A1), Rannikko 6,5 (partita intelligente), Righetti 6,5 (inizio caldo, poi limita Almond), Galanda 5,5 (c’è ma si vede poco), Thomas 7 (riscatta gli errori con giocate super), Kangur 6 (cresce alla distanza), Cotani sv, Fajardo 7 (che attributi nel finale), Slay 7 (ha ragione: con lui Varese ci guadagna).
Pesaro: Diaz 5, Collins 7,5, Cusin 5,5, Flamini 5,5, Hackett 5, Lydeka 5, Aleksandrov 6,5, Almond 7, Cinciarini 6,5.
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