Come funzionano le ricerche
Dalla chiamata all'intervento, ecco cosa succede quando una persona si perde
Si perde una persona che va a funghi, si smarrisce un bambino o un anziano: che succede nel dietro le quinte dei soccorsi?
In Prefettura esiste un protocollo firmato da Provincia e tutte le controparti attive sul territorio che si muovono in caso di “ricerca persona”. Si va dalla Croce Rossa Italiana alla Protezione civile, dalle Forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato) al Soccorso Alpino.
Quando l’utente chiama il numero di emergenza unico “112” viene aperta una pratica che passa la chiamata alle forze dell’ordine: esse hanno il compito di eseguire le prime indagini di polizia, scongiurando ipotesi delittuose. Da qui l’attivazione del protocollo di ricerca, con l’allertamento dei Vigili del fuoco e di tutte le altre componenti che si muovono sul territorio; viene, inoltre, avvisato il sindaco del comune di residenza.
La fase successiva prevede la costituzione di un posto di comando avanzato (Pca) e la nomina di un responsabile di operazioni di soccorso (Ros), che coordina tutte le strutture operative sul territorio; un’ambulanza presidia il posto di comando avanzato: è un mezzo a supporto del personale che compie le ricerche in caso ad esempio di infortunio, e costituisce un primo punto di intervento sanitario qualora la persona venisse ritrovata e fossero necessarie cure mediche.
Vengono concordate le strategie di ricerca e poi partono le squadre che eseguono una prima perlustrazione dell’area, spesso con unità cinofile. Un particolare, messo in atto anche durante le ricerche a Carnago, è l’impiego di mezzi per segnare il territorio: ai volontari della protezione civile sono stati distribuiti rotoli di carta igienica che servono per indicare, strappo dopo strappo, i punti dove si è già cercato.
Le persone, con tute ben visibili, si addentrano nel bosco a raggiera a distanza di una decina di passi l’uno dall’altro e l’area viene passata metro per metro.
Possono venir poi eseguite anche perlustrazioni notturne, e con l’elicottero, di giorno. Si privilegia la ricerca in posti frequentati dalla persona e noti ad amici o famigliari: nel caso di Carnago, per esempio, i soccorritori hanno setacciato le rive del Tenore e un campeggio.
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