Pellegatta (PdL): “Tutti a Predappio”. Il Comitato antifascista: “Intervenga il sindaco”
Il decano del consiglio comunale non ha mai nascosto la sua fede di destra; da vent'anni organizza "viaggi della memoria" in chiave nostalgica o commemorativa. Il Comitato: "Intervenga il sindaco"
Il consigliere comunale del PdL ed ex parlamentare Ninetto Pellegatta invita al pellegrinaggio in quel di Predappio, patria e luogo di sepoltura del Duce Benito Mussolini; insorge, naturalmente, il Comitato antifascista.
L’edizione odierna de "La Prealpina" riportava l’invito di Pellegatta, ex missino, con quaranta e passa anni sui banchi il decano del consiglio comunale, a unirsi all’annuale "pellegrinaggio" nostalgico. In realtà i viaggi che da vent’anni Pellegatta organizza con l’amico Antonio Colombo non toccano solo Predappio, ma alcuni selezionati luoghi simbolici delle due guerre mondiali: ciò non toglie una chiara caratterizzazione politica. In senso inverso a quello… "costituzionalmente corretto", ecco. Dal Vittoriano alla tragica scalinata monumentale fra i cipressi di Redipuglia, dal sacrario di El Alamein dove regna la sabbia e sibila il vento fino alla tomba dei fratelli Govoni, trucidati da partigiani a guerra finita, quasi una criminosa "vendetta", mai richiesta, per i fratelli Cervi. Fino ad Altare, dove riposano assieme, come volle il generale Farina, caduti della "sua" divisione San Marco e i partigiani locali, spesso proprio ex disertori della divisione repubblichina. Fino a Predappio con i suoi dubbi trofei che ricordano il romagnolo dalla mascella forte e lo sguardo penetrante che, dopo aver tolto all’Italia la libertà politica, con un grosso errore di valutazione le tolse anche la pace, prima, l’indipendenza sullo scenario internazionale poi. Con esiti sostanzialmente irreversibili a tutt’oggi.
Inevitabile che in città, dove sobbolle ancora la vicenda della festa neonazista a Buguggiate con il relativo contorno "di folclore", che vede tuttora coinvolto anche un consigliere comunale bustocco (Lattuada), qualcuno sobbalzasse leggendo il quotidiano.
Così è il Comitato Antifascista, coni Elis Ferracini, artista burattinaio tanto a sinistra quanto Pellegatta è a destra, a intervenire senza mezzi termini.
"Apprendiamo dalla stampa locale che l’ex parlamentare, ex MSI, ex AN, attuale consigliere comunale nel PdL Ninetto Pellegatta lancia un invito per una gita a fine mese a Predappio sulla tomba del Duce (in tempi di crisi conviene risparmiarsi la "marcia su Roma" il 28 di ottobre, eppure sono già a metà strada, suvvia un piccolo sforzo per la memoria), e sciorina apologeticamente altri luoghi della "sua storia", saltando a piè pari altri luoghi della Storia come Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Fossoli… " Il problema è il solito: la memoia selettiva. quella per cui tutti conosconono almeno di nome i fratelli Cervi ma quasi nessuno i fratelli Govoni; per cui molti sanno della strage della Benedicta, pochissimi di quella di Monte Manfrei; per cui si ricordano ancora con orrore i crimini del Boia di Albenga, molto meno l’eccidio di Cadibona. Nondimeno, vi sono verità elementari: "Mussolini e il suo alleato nazista furono responsabili della guerra e di milioni e milioni di vittime".
Pertanto, "Chiediamo al Sindaco parole chiare su questa ennesima esternazione di esponenti del suo partito e della sua maggioranza, quelle parole che spesso anche alle iniziative antifasciste gli abbiamo sentito pronunciare perché fra gli "happy birthday Mr Fuhrer" e pellegrinaggi "neri" in terra di Romagna è doveroso ormai che il sincero spirito resistenziale e democratico si esprima e condanni. Qualcuno ha considerato e considera noi del Comitato Antifascista "estremisti pericolosi", tanto a destra quanto nella pseudo sinistra, ma ecco chi provoca, chi vuole ripiombare il paese in altri climi, reso "grosso" dalla maggioranza silenziosa e mansueta. Si faccia questo non per noi, ormai adulti, ma per quelli che stanno crescendo; risparmiamo loro questa vergogna che ci fa reagire come quando si sentono i signori un po’ agé sulle panchine dei parchetti fare discorsi osé e da lì ci si allontana coi propri figli per proteggerli dalla violenza di quelle parole; non si consegni ai giovani una "democrazia reale" che, tradita fin dalle origini, ha consentito e consente ancora ad alcuni senza vergogna di scialarsi, che al sud significa "vantarsi", ma anche "l’odore dolce e fresco dell’aria che esce dalla bocca quando ci si diverte". L’odore che noi sentiamo è ben altro, ci accorgiamo ancora della differenza, e se si vuol respirare diversamente, suggeriamo ai gitanti in questione che "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani", Costituzione che ogni rappresentante del popolo di questa repubblica democratica è tenuto a rispettare e difendere,….è tempo di cambaire aria, prima che sia troppo tardi".
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