Cordì rilancia: “Chi ha paura delle primarie?”

Sel vuole spingere il Pd a chiamare in causa i militanti: una grande consultazione popolare per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra

Mentre il centrodestra si dilania in una guerra interna senza esclusione di colpi – i patetici
tentativi di minimizzarne la portata non modificano la sostanza – il centrosinistra dovrebbe
riscoprire la passione per la politica migliore: quella che comincia dal confronto delle idee e
dal progetto di futuro da proporre alla nostra Città.
Il percorso delle “primarie” era stato indicato fin dal luglio scorso da Sinistra Ecologia Libertà
come strumento insostituibile per attivare e mobilitare tutte le energie politiche disponibili.
Le primarie – l’esempio di Milano e lì a testimoniarlo- risvegliano l’interesse, stimolano la
passione civica, mettono in movimento le idee, favoriscono la partecipazione.

A Varese però non è dato sapere come avverrà la scelta del candidato sindaco anche se ormai
siamo giunti a fine novembre. E’ lecito interrogarsi a questo punto se siamo di fronte ad un
caso di miopia politica oppure ad una paralisi dettata dalla paura delle primarie. Nell’uno come
nell’altro caso le conseguenze per il centrosinistra varesino sarebbero disastrose. E’ ora di agire
prima che sia troppo tardi.
La scelta di chi dovrà guidare l’alleanza di centrosinistra non è una semplice selezione
tra aspiranti a candidato sindaco, ma l’occasione per restituire ai nostri elettori (anche
potenziali) la facoltà di riappropriarsi direttamente di un spazio che in questi anni si è ristretto
pericolosamente alimentando sfiducia e disaffezione anche a sinistra. Una consultazione
popolare è cosa ben diversa da un mero esercizio di equilibrismo ristretto tra le segreterie dei
partiti. E’ un tonico della democrazia, che segna la profonda differenza tra un’ area politica che
affida le scelte al dibattito e alla partecipazione diretta dei cittadini e un’altra che per sapere chi
sarà il suo candidato sindaco deve solo aspettare l’ordine impartito da Arcore o da Gemonio.

Le primarie sono le prove tecniche di una nuova stagione politica che per essere veramente
tale non basta annunciarla. A maggiore ragione qui a Varese dove la volontà di cambiamento
diffusa a sinistra ed anche la delusione tra quanti in passato hanno votato Lega e Forza Italia
fanno fatica a trovare una alternativa credibile.

Creare le condizioni per un confronto aperto, trasparente, partecipato, è la via obbligata
perché l’alternativa necessaria non si esaurisce nel semplice ricambio di maggioranza o di
persone, ma presuppone un progetto culturale e politico per Varese largamente condiviso. Le
primarie servono a questo. Sprecare questa occasione sarebbe delittuoso così come rifugiarsi
nell’attendismo significherebbe condannare il centrosinistra all’impotenza.

Mi rivolgo a quanti condividono queste preoccupazioni per promuovere a breve
una iniziativa comune.

Per adesioni scrivere a : selvarese@gmail.com oppure rocco.cordi@libero.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2010
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