Mutui sospesi, il record spetta al Nord
Secondo i dati diffusi dall’Abi (Associazione bancaria italiana), nei primi 8 mesi dell’anno le banche hanno sospeso la rata a circa 28 mila famiglie per un debito residuo di 3.7 miliardi di euro
Durante la parte più intensa della crisi economica, uno dei punti di sofferenza delle famiglie era il pagamento della rata del mutuo. La disoccupazione e l’impennata dei tassi di interesse ha reso impossibile a tante persone la puntualità del pagamento. L’accordo tra banche e associazioni dei consumatori per una sospensione dei mutui, dunque, è stata quanto mai opportuna e doverosa.
Secondo i numeri diffusi dall’Abi (Associazione bancaria italiana), nei primi 8 mesi dell’anno le banche hanno sospeso mutui a circa 28 mila famiglie: la misura è stata infatti applicata a 28.615 contratti di mutuo, per un debito residuo di 3.7 miliardi di euro.
Quando si parla di sospensione si intende nella maggior parte dei casi (90%) la sospensione dell’intera rata. La causa più frequente che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni che non avevano ritardi nei pagamenti è stata la perdita del lavoro.
Il maggior numero di domande ammesse alla sospensione riguarda il nord del Paese con il 53%, seguono sud e isole con il 20,9% e il centro al 26,1%.
La sospensione avviene per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi; mutui di importo fino a 150 mila euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale; clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte di un familiare, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).
Il piano è partito il 1 febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.
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