Piccolomo va a processo in corte d’assise

L'imputato ha reso in aula dichiarazioni spontanee in cui si e' detto innocente. Il 31 gennaio inizia il dibattimento con una giuria popolare

E ‘ stato disposto oggi dal gup Giuseppe Battarino il rinvio a giudizio di Giuseppe Piccolomo, il presunto killer delle mani mozzate. L’imputato ha reso in aula dichiarazioni spontanee per dichiarare la propria innocenza, ma ha anche affermato di non aver mai voluto offendere nessuno con la lettera inviata a luglio al quotidiano La Prealpina, quando scrisse che qualcuno aveva fabbricato prove contro di lui. "Pippo", a detta dei presenti, era tranquillo: ha parlato brevemente e senza animosità, ha persino chiesto al giudice di comprendere il suo stato d’animo, quando scrisse la citata lettera dal carcere di Monza.

L’udienza e’ durata un’ora e mezza. I pm Luca Petrucci e Maurizio Grigo (nella foto) sono soddisfatti, l’impianto accusatorio e’ sufficiente per imbastire il processo e tutti i giudici che si sono fin qui pronunciati l’hanno riconosciuto. Il suo avvocato ne ha chiesto il proscioglimento, mentre la pubblica accusa ha presentato al giudice la mole di materiale probatorio raccolto durante l’inchiesta.  La prima udienza si terra’ il 31 gennaio. Piccolomo sarà giudicato in corte d’assise con una giuria popolare e sara’ difeso dall’avvocato Simona Bettiati. Rischia l’ergastolo. Va tuttavia osservato che prima del 31 gennaio, il 10 dicembre, si terrà un’udienza tecnica per la formazione del fascicolo, in cui si discuterà di quali elementi di prova saranno ammessi al processo.

Il giudice Battarino ha disposto il giudizio ma ha anche rilevato un particolare importante, e cioè che il materiale raccolto nell’inchiesta della procura è tutto da valutare nel suo contenuto, coerenza e portata probatoria all’interno della corte d’assise. Come dire, il processo è ancora tutto da fare, e se è vero che le prove si formano in dibattimento e non sui giornali, è giusto aspettare prima di scrivere la parola fine su questa vicenda. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2010
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