“Un paracadute per l’atterraggio”: lo fornisce la cooperativa Davide

In collaborazione con Asl e amministrazione comunale, la coop sociale lancia un progetto mirato ad agevolare e seguire le adozioni

Un progetto di prevenzione e accompagnamento rivolto ai piccoli delle scuole elementari (primarie) che sono adottati da famiglie di Busto e dintorni: è "Un paracadute per l’atterraggio", lanciato dalla cooperativa Davide, attiva dal 1999 nell’ambito del sociale, con la collaborazione dell’Asl e dell’assessorato ai servizi sociali del Comune di Busto Arsizio. A presentarlo stamane l’assessore Mario Crespi e per la coop il presidente del centro per la tutela del bambino-cooperativa Davide dott. Giorgio Cara, la dottoressa Annalis a Vicari coordinatrice del progetto, Pierluigi brun project manager e Fabrizio Lupi che si occupa del fund raising.

Il paragone dell’atterraggio col paracadute serve a rendere la difficoltà di ambientamento che spesso il bambino adottato attraversa. L’età dei piccoli è spesso già abbastanza elevata: non pochi arrivano già in età scolare (l’età media all’arrivo ormai sfiora i sei anni), e alle spalle hanno traumi e vite segnate da diffcoltà pesanti. Non è proprio rose e fiori cambiare vita e trasferirsi, spesso e volentieri in un Paese completamente straniero come può essere l’Italia, con una nuova famiglia: questi bambini hanno bisogno di una mano tesa da tutti, non solo dai genitori adottivi. Anche perchè l’assistenza fornita inizialmente dall’Asl è limitata al primo anno dopo l’adozione. Importante in particolare coinvolgere quindi la scuola, gli insegnanti, formarli a questo tipo di problematica che non è infrequente: ogni anno a Busto giungono dai 12 ai 15 bimbi regolarmente adottati, in provincia di Varese nel 2009 era 64 di cui 13 italiani. In prevalenza i piccoli vengono da Etiopia (molto numerosi), Russia, Colombia.
Il progetto, a carattere sperimentale e della durata di circa nove mesi, finanziato in parte tramite bando dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, valorizza l’esperienza della realtà locali dell’associazionismo familiare: "Un mondo di sorrisi colorati" e il consultorio decanale a Busto Arsizio, "Petali dal mondo" a Tradate, la Fondazione Patrizia Nidoli di Varese. I suoi interventi saranno inegrati nei diversi contesti di vita dei bambini adottati, coinvolgendo gli stessi in un percorso psicopedagogico di gruppo con un approccio basato sul gioco, come è appropriato per l’età. Ci saranno incontri di formazione per le coppie che si apprestano ad adottare e per gli insegnanti delle scuole primarie, laboratori a tema nelle classi in cui vi è almeno un minore adottato, mirati alla valorizzazione della diversità (e dunque a prevenire ogni forma di discriminazione), gruppi psicopedagogici rivolti ai bambini adottati e ai genitori adottivi, con la guida di psicologi infantili: infine, probabilmente a giugno, un evento conclusivo che presenterà i traguardi raggiunti.

«La "Davide" ha origini lionistiche, e mi è quindi cara» ha commentato l’assessore Crespi salutando l’iniziativa, «che colma un vuoto» e rinnova uan proficua collaborazione già in atto da qualche anno col Comune. L’assessore, snocciolando le cifre ha fatto presente che cercherà di ottenere il trasferimento del centro adozioni provinciale, attualmente a Fagnano Olona, a Busto Arsizio, «ormai la prima città per abitanti di questa provincia».

Per sostenere il progetto e le attività della cooperativa Davide:
BCC di Busto Garolfo e Buguggiate
agenzia Busto Arsizio
IBAN IT82V0840422800000000000573

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2010
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