Apre la nuova Unità Coronarica
Completamente rinnovato il reparto specifico, insieme all'Emodinamica. Accanto a Gozzini, anche l'assessore Cattaneo, che ha parlato delle nomine : "chi ha lavorato bene, dorma sonni tranquilli"
Nuovi spazi per l’Unità Coronarica e l’Emodinamica dell’ospedale di Gallarate: le nuove strutture e dotazioni sono state inaugurate nella mattina di mercoledì 15 dicembre dal direttore generale del Sant’Antonio Abate Armando Gozzini, insieme con l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo, il sindaco Nicola Mucci, il consigliere regionale Giorgio Puricelli. Il reparto, completamente rinnovato, parte della Cardiologia, si estende su 600 metri quadri e ha un valore complessivo di 14 milioni 200mila euro.
Soddisfatto il direttore Armando Gozzini: «questa è la la nona inaugurazione in tre anni, domani (giovedì, ndr) faremo la decima», ha spiegato lasciando poi la parola ai politici, ma anche al personale medico. Gli investimenti consistenti stanno rinnovando il vecchio nosocomio, partendo proprio da settori importanti come la cardiologia: «Abbiamo sempre creduto nella necessità di questa struttura, ci tenevo davvero – spiega il professor Roberto Canziani, fino a pochi mesi fa primario della cardiologia -. La cardiologia è nata nel 1978, proprio quando sono entrato io all’ospedale di Gallarate. Ma dopo trent’anni era necessario un rinnovamento». Dal professore anche un elogio commosso a tutto il gruppo della cardiologia: «la mia presenza qua ha il significato della continuità», ha concluso, affiancato dal dirigente facente funzioni della cardiologia Valter Demolli. La struttura è articolata su due nuove sale di emodinamica, una sala per elettrofisiologia, otto posti letto per la terapia intensiva coronarica (in luogo dei sei precedenti). Le dotazioni tecnologiche consentiranno la gestione informatizzata dei dati e delle cartelle cliniche: è previsto che annualmente siano effettuate circa 900 coronarografie e angiplastiche coronariche e 300 tra studi elettrofisiologici, impianti di pace-maker e di defibrillatori.
Alla cerimonia è intervenuto anche Raffaele Cattaneo: «Si raccolgono i frutti del lavoro fatto nel tempo» ha spiegato, prima di affrontare il tema caldo – il Pd lo ha sollevato con forza nei giorni scorsi – delle nomine degli alti vertici della sanità regionale: «Lavoro in Regione da 10 anni, da 5 sono in giunta e posso dire di non aver mai visto un criterio per le nomine diverso dal merito. Del resto non sarebbe possibile per Formigoni governare per 15 anni se non scegliesse le persone migliori per guidare settori delicati come la sanità. Tutti pensano che il sistema sanitario lombardo sia uno dei migliori, sarebbe stato possibile raggiungere un tale livello d’eccellenza se avessimo scelto criteri diversi dalla meritocrazia?». Per questo, assicura Cattaneo «il primo criterio sarà sempre il merito, la capacità concretamente dimostrata. Chi ha dimostrato di aver ben lavorato in questi anni, può dormire sonni tranquilli». Parole che, dette a Gallarate, sanno molto di riconferma del d.g. Armando Gozzini (anche se ovviamente la decisione è in capo all’assessore Bresciani).
Il sindaco di Gallarate Nicola Mucci ha invece sottolineato il rapporto proficuo tra città e ospedale, a pochi giorni dal 150° della città e lodato «l’impegno e la forza di chi ha lavorato su questa struttura» e di chi ci lavorerà in futuro: «i cittadini vi saranno sempre riconoscenti».
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