Che la neve non copra anche il rugbista

Campionati sospesi, princìpi rimasti sotto la coltre bianca. E la scoperta di un "rugbista dentro" nel mondo del pallone rotondo

Ci sono rugbisti e giocatori di rugby. Sottile la differenza, ma fondamentale. Il giocatore di rugby è colui che a rugby ci ha giocato o ci gioca; il rugbista è colui che porta in sé, tramanda e vive, secondo i principi basilari del rugby: lealtà in campo e fuori, rispetto dei compagni e avversari, sangue e sudore in ogni campo della vita, passione su tutto.
Massimo Tallarino da domenica è l’ex allenatore del Varese Rugby, non sta a me commentare la sua scelta o i dissensi con la società, quello che mi preme sottolineare è il fatto che non ho visto una riga dedicata a lui in settimana, per uno che da più di vent’anni calca come giocatore o tecnico, la scena del rugby Varese, e questo silenzio è davvero poco rugbistico. Nevica in tutta Italia, secondo le regole del Rugby, ribadite una settimana fa dalla Federazione, solo l’arbitro può decidere l’effettiva impraticabilità del campo, per cui viaggi a vuoto per società dilettantistiche o pseudo-tali. Incredibile ma vero: questa settimana quattro partite dello stesso girone di Varese, vengono rinviate già dal venerdì, e anche questo è un atteggiamento poco rugbistico. Ma la neve, che splendidi i pali solitari ad acca su un campo completamente bianco, sembra coprire da tempo le contraddizioni di un rugby in agonia, soprattutto alla base.
Una quindicina di giorni fa, sono stato ospitato ad un’assemblea studentesca in un Liceo varesino in cui, ricordando l’anniversario della morte di un amato insegnante, ci si interrogava sui valori dello sport. Ho avuto l’onore, in questa occasione, di conoscere Beppe Sannino allenatore del Varese Calcio. Una persona davvero gradevole, semplice e schietta, non mi meraviglio che il Varese calcio sia lassù nel campionato di B, nonostante non ne condivida la filosofia di fondo che vuole un giocatore di calcio di serie B valere, economicamente, più di un medico. Sannino mi ha trasmesso passione per quello che fa, associata ad indubbia competenza. Ma mentre potresti anche allenare con la sola passione, ho dei dubbi si possa farlo con la sola competenza. E il suo è un atteggiamento da vero rugbista.
Ma torniamo a noi e a quella coltre di neve, neanche tanto spessa, che copre un pezzo di storia del Rugby: il rugbista in campo, con la palla in mano, deve fare una scelta, chiara, trasparente, davanti al suo pubblico e ai suoi compagni, non si può barare nel rugby. Il giocatore di rugby non assume mai responsabilità, segue un piano di gioco, lasciando ad altri la conseguenza anche delle sue scelte. Dice Sannino: «Mi piace raccontare favole ai miei giocatori», forse, causa neve, nel Rugby, sport da favola immerso in una cultura fiabesca, abbiamo smesso da tempo di ascoltarne.
Un saluto

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Pubblicato il 20 Dicembre 2010
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