I Cobas: “MIrafiori, un accordo vergognoso”
Il sindacato di base in rotta di collisione con l'accordo firmato a Torino. E accusa Marchione di usare il "modello amerikano"
Quello firmato a Mirafiori da Fiat, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e l’Associazione quadri è un accordo vergognoso. La Fiat impone in fabbrica e nel sistema delle relazioni industriali italiane un modello aziendalista e neocorporativo, in quanto:
1. Si costituisce un contratto unico nazionale per le aziende del settore auto della Fiat alternativo ai contratti nazionali di lavoro, che peggiora le condizioni di lavoro, a partire dall’introduzione del modello Pomigliano anche a Mirafiori.
2. Con questi accordi Marchionne vuole imporre un modello amerikano di relazioni industriali. Si sancisce la fine della contrattazione nazionale e creano le condizioni per la loro sostituzione, al ribasso, dei contratti aziendali, abbandonando di fatto milioni di lavoratori di piccole e medie aziende.
3. Con questo accordo, non c’è spazio per sindacati dissenzienti, estendendo a tutti i sindacati che non condividono questi accordi, e quindi anche alla Fiom-Cgil, le discriminazioni riservate ai sindacati di base. Praticando uno strappo costituzionale gravissimo perché si limita la libera scelta di associazione sindacale, viene infatti introdotto il criterio secondo il quale chi non firma gli accordi non può usufruire dei diritti sindacali indipendentemente dalla sua rappresentatività e consenso tra i lavoratori.
4. Si cancellano le Rsu e quindi la possibilità per i lavoratori di scegliere i propri delegati.
5. L’intesa prevede il pieno utilizzo degli impianti su sei giorni lavorativi, il lavoro a turni avvicendati che mantiene l’orario individuale a 40 ore settimanali, il mantenimento della pausa per la mensa nel turno fino a che la joint venture non andrà a regime (quindi solo fino al 2012), la compensazione di 32 euro mensili per l’abolizione della pausa di 10 minuti.
6. L’accordo prevede inoltre 120 ore di straordinario all’anno obbligatorie, cancella le pause previste sulle linee di montaggio, porta a fine turno la pausa mensa, per utilizzare così la mezz’ora di mensa anche con straordinari per recuperi produttivi ogni qualvolta l’azienda ne avrà bisogno.
7. Con questi accordi si punta inoltre a portare le assenze dal lavoro dall’8% attuale al 3%, non garantendo la copertura economica dei primi giorni di malattia a carico aziendale e dando maggiore possibilità a Fiat di sanzionare i lavoratori malati. Mentre si aumenta lo sfruttamento dei lavoratori abolendo pause di lavoro e aumentando i carichi di lavoro con il taglio dei tempi, senza nessuna misura contro gli infortuni sul lavoro, i lavoratori non avranno più riconosciuta la copertura economica dei primi giorni di malattia a carico dalla Fiat.
L’ A.L.Cobas-Cub nel respingere duramente questo accordo, ritiene che si debba mettere al centro dell’iniziativa sindacale nazionale la lotta alla “dottrina Marchionne”, sia dentro che fuori gli stabilimenti della Fiat, proponendo a tutti i sindacati una comune mobilitazione nazionale.
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