Niente acqua santa a scuola, il prete benedirà sul marciapiede

Proteste dei genitori dopo la decisione del consiglio d'istituto che ha vietato la benedizione. "Non c'erano mai stati problemi, neanche con gli stranieri" dicono i genitori

Niente festa di Natale a scuola e niente benedizione ai bambini che la vogliono: a Cardano al Campo è scontro tra una parte dei genitori e il consiglio d’istituto, dopo che quest’ultimo ha deciso – insieme alla dirigente scolastica – di “superare” la tradizione della benedizione portata dal parroco di Cardano e dagli altri sacerdoti. Che quest’anno non potranno varcare le porte delle scuole, ma che, all’opposto, hanno aperto le porte dell’oratorio per ospitare la “festa d’inverno”, versione neutra della festa natalizia. E ieri anche il parroco ha parlato dal pulpito per condannare la scelta fatta.
 
La decisione ha scatenato le proteste di molti genitori, che stanno pensando di raccogliere firme per rendere visibile la contrarietà alla posizione espressa dal consiglio. «Un consiglio – spiega un genitore – che lavora bene ed è presente, ma che in questo caso non ha rappresentato la posizione della maggioranza delle famiglie». Chi, anche nel consiglio d’istituto, era contrario, fa notare che c’è stato un cambio di rotta deciso rispetto al passato: «Due anni fa lo stesso consiglio aveva votato in modo opposto sul tema, la festa non creava problemi» spiega Fabio Frigerio, uno dei rappresentanti dei genitori. Nel frattempo però c’è stato anche il cambio del dirigente, con l’arrivo di una nuova dirigente “reggente”, vale a dire facente funzioni. «La dirigente – conferma Frigerio – ci ha detto che esisteva una normativa che impedisce atti di culto nelle scuole e ci ha prospettato una soluzione alternativa: benedizione dieci minuti dopo la fine dell’orario, con i genitori che si prendevano la responsabilità». Ma anche questa soluzione è stata respinta dal consiglio d’istituto. «Ho comunque chiesto anche di avere in mano la norma citata» conclude Frigerio.
 
La benedizione non piace ai non cristiani? Non è vero neppure questo, sostengono i genitori “ribelli”: né le famiglie degli alunni musulmani, né quelle Testimoni di Geova hanno mai protestato. «Anche perché – spiega il parroco don Bruno Perego, che abbiamo cercato per un’opinione – noi le benedizioni le facciamo in corridoio, non nelle classi: i bambini che vogliono uscire possono farlo, gli altri restano in classe per pochi minuti con un’insegnante. C’è sempre stato rispetto per gli alunni che non vogliono partecipare». La soluzione della parrocchia? Benediranno i bambini in strada, davanti alla scuola, all’uscita dalle classi nel pomeriggio, martedì 21 dicembre. Intanto i genitori stanno raccogliendo le firme per esprimere la loro disapprovazione per la scelta.
 
Il caso-benedizione, in effetti, era stata preceduta anche da un altro cambio di rotta: quello sulla festa natalizia. Nonostante fosse impostata come festa “laica (titolo più che neutro e scialbo: “Festa d’inverno”), la stessa non è stata autorizzata negli spazi della scuola. E qui arriva la parziale sorpresa: il coadiutore della parrocchia, don Erasmo, ha detto di sì alla proposta dei genitori di fare la festa nei saloni dell’oratorio, nonostante appunto il carattere assolutamente laico, con tanto di programma musicale che non comprenda canzoni religiose. «Per quest’anno è andata così, l’anno prossimo vedremo. Di certo non vogliamo fare dispetti» dice, non proprio entusiasta della soluzione, il parroco don Bruno. Ci saranno anche le famiglie musulmane, per cui il “problema-Natale” non esiste proprio.

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Pubblicato il 13 Dicembre 2010
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