Piovanelli: “Nel segno del rosa, nel segno di Viola”

Il decano dei giornalisti sportivi rilegge il decennio agonistico che ha portato le vittorie al Giro di Basso e Garzelli e i titoli mondiali della Valli. «Grazie a chi ha sostenuto lo sport a ogni livello»

Lo sport  è da sempre un vero cavallo di battaglia della provincia di Varese.
Lo è dal secolo scorso, attraverso mille successi, a cominciare da Ganna e Binda per finire con l’Ignis vincitutto, tanto per stare ad esempi di livello mondiale e far solo finta di dimenticare le innumerevoli realtà che si sono limitate a conquistare allori nazionali (ma non sono mancati gli acuti internazionali in diverse discipline considerate "minori").
A volte, nelle valutazioni globali riferite a un preciso periodo di tempo (nel nostro caso gli anni Duemila), si è portati a considerare solo calcio e basket, gli sport che in provincia hanno storicamente attratto il maggior numero di spettatori.
Da questo punto di vista, il decennio che sta esalando l’ultimo respiro è da considerare in chiaroscuro: la Pallacanestro Varese, la realtà storicamente con il maggior numero di spettatori, è retrocessa in LegAdue ed è subito risalita vivendo stagioni di medio calibro, senza tuttavia perdere adesioni a livello di tifo (solo quest’anno si misura qualche  defezione, forse per un "effetto calcio").
Il calcio varesino, che aveva aperto il decennio con la qualificazione ai play off per la serie B, ha conosciuto l’onta del fallimento e della cancellazione dal calcio professionistico per poi riaffacciarsi prepotentemente alla ribalta e riconquistare la serie B smarrita ben 25 anni prima.
E a Busto Arsizio la Pro Patria ha illuso e disilluso, in una doccia scozzese di eventi… da polmonite.
Per continuare con gli sport di squadra, la pallavolo femminile (vitalissima in provincia anche a livello minore e giovanile) ha ritrovato i massimi livelli a Busto Arsizio, che ha vinto addirittura una Coppa Cev, e a Castellanza, che ora ospita le partite di Villa Cortese.
L’hockey su ghiaccio si è riaffacciato in serie A dopo i trionfi degli anni Ottanta ma si è poi di nuovo perso nelle nebbie. Anche la pallanuoto femminile ha conosciuto l’onore del "primo livello", pur se in una stagione troppo breve.
Per passare alle discipline individuali, il ciclismo ci ha regalato gioie grandi: tre Giri d’Italia, con Stefano Garzelli e Ivan Basso (foto in alto), sono "tanta roba" per proseguire una tradizione, quella delle due ruote, straordinariamente vitale nel Varesotto. E nel ciclismo – che ci ha regalato gli storici Mondiali del 2008 – fa testo anche il buon numero di professionisti del Varesotto in scena in questi anni, anche se non tutti di prima fascia. Senza scordare Noemi Cantele e i suoi acuti sul palcoscenico internazionale.
Il nuoto ci ha regalato le otto meraviglie iridate di Viola Valli (foto a lato) nel fondo, disciplina che incredibilmente ha esaltato le caratteristiche di un’atleta fisicamente così diversa dai colossi che, assai più di lei, si attagliano a questa disciplina in cui la testa conta non meno dei muscoli.
E che dire del canottaggio, con Elia Luini plurimondiale e Giovanni Calabrese in scia? E con tanti altri vogatori a livello nazionale e internazionale?
Il pugilato ci ha regalato le imprese, anche mondiali, dei fratelli Beppe e Tony Lauri: sport duro, durissimo, con pochi frequentatori di palestre, perchè le botte fanno male. Ma questi due, come papà Augusto, hanno dimostrato di avere gli attributi e forse hanno raccolto meno di quanto avrebbero meritato.
Michele Frangilli e il suo arco hanno centrato bersagli olimpici e mondiali, mica uno scherzo.
Chiedo scusa se in questo volo d’uccello su un decennio di sport ho scordato qualcuno d’importante.
Si poteva avere di più? Certamente. Ma si poteva anche avere molto di meno. Dio salvi i benefattori che hanno permesso a queste grandi realtà di svettare e a tutto il "sottostante" di svolgere l’attività che ha poi consentito alle poche eccellenze di emergere.

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Pubblicato il 22 Dicembre 2010
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