Un primo tempo da cineteca
La Cimberio si conferma squadra capace di fiutare il colpaccio. Onore delle armi a Djedovic, che lotta contro la difesa di Righetti; Thomas migliore in campo
LA CHIAVE – Sono parecchie, con un andamento simile, però quella che ci piace sottolineare è la capacità della Cimberio di fiutare i colpacci. Finora la squadra di Recalcati è andata sotto malamente in due occasioni, quando per altro ha capito dopo pochi minuti che non ci sarebbe stato granché da fare. Al contrario, nelle serate in cui Galanda e soci hanno intuito che dall’altra parte ci sarebbe stata un’avversaria non al top, hanno regolarmente portato a casa i due punti. Come gli squali quando sentono il sangue.
LA STATISTICA – Fare 49 punti fuori casa, contro una squadra abituata all’Eurolega, e con tanti tiri costruiti e segnati con precisione e velocità significa avere un impatto sulla partita da grande squadra. Il tabellino parla di 8/14 dalla linea dei tre punti, mezzo metro più indietro che non spaventa i tiratori di Recalcati. Poi, certo, Roma dà lo strattone, ma dagli occhi non ci esce la prima metà di gara.
IL DUELLO – Nihad Djedovic ha vent’anni e gli attributi di tanti slavi che hanno fatto grandi cose nel basket. Non sappiamo come proseguirà la sua carriera, ma se Roma sta a galla è soprattutto grazie a lui, nonostante la guardia che Righetti – e a turno anche altri – hanno provato a montargli. Alex comunque non si è mai tirato indietro e non ha mancato di tirare, in zona d’attacco, qualche “diretto” al rivale di giornata. Bravi entrambe.
L’AZIONE – Ultimi istanti del secondo periodo, Roma fatica e Varese ne vuole approfittare. I capitolini riescono a interrompere l’azione d’attacco con 5” ancora da giocare e concedono una rimessa. Recalcati è un fulmine e inserisce Righetti per un lungo, Thomas è ancor più veloce: ricezione e tiro di seta che allarga un divario importante. Varese rosicchia anche su queste cose i punti della fuga. Poi Roma recupererà, ma il fieno in cascina è tanto.
LA CURIOSITA’ – Al PalaEur non c’è tanta gente, ma questo aiuta a dare il termometro della situazione. E i romani non perdono occasione di storcere il naso per le prestazioni di Luca Vitali: vero che l’azzurro per due quarti ci mette molto del suo, ma è altrettanto corretto dire che senza la sua fiammata saremmo qui a celebrare un successo ben più largo. Siamo sinceri, i problemi della Lottomatica sono ben altri.
MVP – Scegliamo JOBEY THOMAS ma è un bel testa a testa con Phil Goss. Alla fine la guardia mette due punti in più del play e soprattutto segna alcuni canestri da urlo, sia nella fuga iniziale, sia nel testa a testa conclusivo. Però è un bel scegliere tra l’uno e l’altro.
PAGELLIAMO – Demartini 6 (Minuti utili per far riposare Rannikko); Goss 7,5 (Punti, assist e la capacità di prendersi le responsabilità finali); Rannikko 6,5 (Ha dormito quattro ore negli ultimi due giorni per la nascita della figlia: un grande grazie e altrettanti complimenti); Righetti 6,5 (Non è quello di settimana scorsa, ma trova qualche punto d’oro e prova a limitare Djedovic); Galanda 5 (Manca un po’ all’appello, anche quando segnano tutti); Thomas 8 (7/11 da tre punti: prestazione sontuosa); Kangur 7 (Altra prova di grande spessore, compreso un canestrone quasi decisivo nel finale); Fajardo 6,5 (Il nervosismo un po’ lo tradisce, ma non fa mancare il lavoro sporco, sempre utile); Slay 6,5 (Non segna ma è una macchina da rimbalzi. Fa l’ultimo libero e strizza l’occhio a tutta Varese).
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