La droga cambia ma non le sue vittime
Vincenzo Marino del Dipartimento dipendenze dell'Asl, mette in guardia sulle nuove frontiere del mercato degli stupefacenti che passa anche dal web e coinvolge i giovanissimi
Fare l’ordine è facile, basta il sito giusto e un clic. E i prezzi non sono nemmeno molto elevati. Per Vincenzo Marino, direttore del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Varese il web è solo l’ultima frontiera del mercato della droga. Una frontiera troppo facile per chi ci accede e troppo difficile da controllare. «In soli cinque anni – ha spiegato nel corso della conferenza stampa del centro Gulliver – il mercato degli stupefacenti è stato rivoluzionato. Sono diversi i prodotti ed è diversa la domanda. Di conseguenza reagire oggi all’attacco della droga è sempre più complicato e le vecchie logiche non funzionano più». Per Marino sono almeno due i cambiamenti più preoccupanti: l’abbassamento dell’età della "prima volta" e la qualità delle sostanze, sempre più difficile da identificare. «La situazione è ben diversa dal passato, quando a minacciare le giovani generazioni erano l’eroina o la cannabis. Oggi c’è una vera e propria multiofferta: c’è l’eroina, c’è la cocaina, c’è l’alcol e ci sono le sostanze sintetiche. Ogni mese vengono creati 300 tipi diversi di anfetamine, nessuno sa che cosa ci sia in una pasticca di ecstasy ed è per questo che è sempre più difficile individuare i sintomi delle diverse componenti».
Oltre al web tra i nuovi canali di approvvigionamento sono entrati anche gli "smart shop" e i telefoni cellulari: «Gli sms sono diventati un mezzo sempre più diffuso per raccogliere gli ordini dei clienti, un modo rapido e discreto che assicura allo spacciatore una inferiore possibilità di essere identificato». La droga cambia ma non le sue "vittime". «I minori sono a rischio fin dai 13 anni. Si è fortemente abbassata l’età del primo contatto e questo è molto grave perché in quell’età il cervello potrebbe subire delle conseguenze negative permanenti. E tra i giovanissimi è inquietante la diffusione dell’uso degli alcolici, in particolare degli "alcol pop", cocktail invitanti magari dolciastri e dal basso contenuto alcolico che sono il trampolino per iniziare».
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