Sogliano saluta: “Soffro, ma è giusto che lasci Varese”
Il ds va al Palermo con Max Dibrogni e Devis Mangia che guiderà la primavera rosanero. «Ho sempre fatto scelte difficili. Restare a Varese sarebbe stata la cosa più semplice; questo è il mio grande amore»
Ha parlato più a lungo questa mattina che nei precedenti sette anni di direzione sportiva. Luca Sean (scegliete voi quale nome usare) Sogliano dà l’arrivederci alla sua creatura, l’As Varese 1910, arrivato a due metri dalla Serie A dopo essere ripartito dal campionato di Eccellenza. Se Sannino è stato l’artefice pirotecnico delle ultime tre stagioni, se Rosati e Montemurro sono stati quelli che hanno ricevuto un testimone importante da papà Ricky, se in tanti hanno dato il proprio contributo, Luca Sogliano è stato l’uomo che è sempre rimasto sulla tolda di comando della nave biancorossa. Da Parabiago, all’Euganeo di Padova e poi a Masnago per la semifinale di ritorno.
Il suo saluto non può quindi essere un episodio qualsiasi nella storia della società, né si può liquidare in pochi minuti, pur se il “direttore” non ama particolarmente star seduto davanti ai microfoni. «Ho preso la decisione di andare a Palermo perché in questi sette anni ho sempre fatto la scelta difficile, quella di rimanere a Varese, anche contro i consigli di altre persone. È accaduto quando siamo partiti dai dilettanti, quando per due volte siamo rimasti in C2 e via dicendo: la sfida di fare meglio mi ha sempre permesso di avere la forza per provarci. Oggi, dopo un capolavoro sfiorato, la scelta difficile non è rimanere a Varese ma andare a Palermo e mettermi in discussione in un ambiente complicato ma affascinante. Restare qui oggi sarebbe semplice, circondato come sono da amici, tifosi e persone che mi vogliono bene, ma non farebbe parte del mio carattere e forse andrebbe contro quello che ho cercato di trasmettere a tutto l’ambiente. Soffro, sto male ma credo sia questa la scelta giusta. Sono ancora un po’ scosso ma so che è giusto così».
SOGLIANO E IL VARESE – «Da oggi – ha proseguito Sogliano davanti a un platea di giornalisti foltissima – lavoro per il Palermo ma il Varese è nel mio cuore: sono a disposizione e credo che il mio sia un arrivederci. Ho tutto l’interesse perché il Varese sia forte. Se la società ritiene di avere bisogno una mano, sappia che io non parto per Palermo e non mi interessa più quello che succede qui. Il Varese non è più un lavoro ma un grande amore: quelli da cui in certi momenti hai bisogno di stare lontano ma per cui hai la certezza di ritornare, prima o poi. Lascio squadra forte, in serie B, e che si sta rialzando dopo una sconfitta; lascio una società che ripartirà per fare bene. La serie B è un patrimonio che Varese non deve perdere perché l’ha, anzi l’abbiamo conquistata con tanta fatica: non dobbiamo perdere questa categoria, anzi…». A chi gli chiede se le prospettive per il club, a questo punto, diventano più cupe, Sogliano replica: «Non direi, ora le prospettive sono rosee: pensate agli anni scorsi, e a quello che abbiamo passato. Questi sono chiaramente giorni di incertezza, di cambiamento, ma con il passare del tempo tutto si sistemerà e alla prima di campionato avremo ancora un Varese, con la sua maglia biancorossa, al via della Serie B».
SOGLIANO E SANNINO – «Beppe è stato una figura importante per questa società e voglio dire chiaramente il mio pensiero. Un uomo non va giudicato perché ha fatto un contratto il giorno dopo la fine dei playoff, va giudicato per quello che ha dato in questi tre anni. Penso che sia il momento di accettare le scelte che sono state fatte, non di giudicare».
SOGLIANO, MANGIA E DIBROGNI – «Quando ho trattato con Zamparini ho chiesto di poter portare due persone, se loro avessero voluto, e cioè Max Dibrogni e Devis Mangia. Non certo per fare uno sgarbo al Varese, ma perché loro sono cresciuti insieme a me e mi è sembrato giusto coinvolgerli. Non porto via nessuno di peso, anche perché c’è troppa gente con cui mi sono trovato bene e vorrei avere sempre con me; prendete Scapini (il responsabile del settore giovanile ndr) che ha fatto un lavoro ottimo. Sarebbe utile anche a Palermo ma è troppo legato a Varese ed è giusto che rimanga a proseguire quello che sta facendo. E cioè a tenere in piedi una Primavera strepitosa, da cui è giusto ripartire».
SOGLIANO, ROSATI E MONTEMURRO – «In questi tre giorni è successo tutto così di fretta che non abbiamo potuto parlare a lungo. Però sono sicuro che loro vogliono fare bene e sostenere il Varese; non ho dato loro consigli anche perché lavorano al mio fianco da tre anni e sanno bene come mi muoverei io se fossi nei loro panni. Ora è giusto che non si facciano prendere dall’ansia e scelgano un nuovo direttore sportivo che sia prima di tutto una persona seria (si parla di Aladino Valoti, dell’Albinoleffe ndr). Se poi è una persona che conosco e che stimo, meglio ancora, ma di certo non è questo il criterio della scelta».
SOGLIANO E… SOGLIANO – «Mio papà? Sta bene, grazie, e ora è in Sudamerica» scherza Luca. «Battute a parte, mi ha detto come sempre che la decisione spettava a me. Sa che sono comunque un po’ disorientato ma anche che sto facendo quello che ritengo la cosa migliore e che andrò avanti a lavorare come so fare».
SOGLIANO E PALERMO – «Come detto, sento che la mia sia la scelta giusta. Zamparini ha voluto aspettare i miei tempi prima di farmi firmare il contratto. Adesso mi butterò in questa nuova avventura come ho sempre fatto, lavorando con i miei metodi, quelli che ho già illustrato al mio nuovo presidente. A Palermo ci sarà anche Pisano ma questa trattativa è stata indipendente dalla mia presenza; piuttosto ora starà a me (scherza ndr)… prestarlo al Gela o a qualche altra squadra della zona».
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