Il titolare del bar: “Forse ho dato fastidio a qualcuno”
Francesco Gianni non capisce il perchè della decisione della Questura: "Per 5 anni è andato tutto liscio. Poi mi sono candidato in consiglio comunale e sono cominciati i problemi..."
«Ci sono rimasto molto male». Commenta così Francesco Gianni, 24 anni, titolare della “Cooperativa Giovani 1986”, il locale di Porto Ceresio chiuso con un provvedimento della Questura perché “frequentato da pregiudicati e persone di dubbia condotta”. Tra pochi mesi, dopo 5 anni, scade il contratto col quale il Comune ha affidato la gestione del bar a Gianni: «Non ho mai avuto problemi, mai fatto feste, non ho nemmeno l’amplificatore – spiega il giovane -. Non ci sono nemmeno state risse o episodi strani. Come faccio a sapere che chi frequenta il locale è un pregiudicato? Io sono qui per lavorare, il bar è all’interno di un parco pubblico comunale, non posso certo chiedere ad ognuno la fedina penale. Per 5 anni è andato tutto bene, ma sono cominciati i guai, a cominciare dall’ordinanza di chiusura anticipata: il locale è aperto 6 mesi all’anno, gli incassi li facciamo per la maggior parte con i giovani che vogliono stare all’aperto fino a tardi, dover chiudere alle 23 è stata una mazzata pazzesca. Adesso dovrò star chiuso anche 15 giorni per qualcosa che non capisco proprio: i carabinieri sono venuti più volte e hanno controllato i documenti a chi era dentro a bere il caffè. Qui non c’è nessuna bisca, non ci sono raduni strani o gruppi di malavitosi che si ritrovano: è un bar normalissimo».Gianni non capisce perché gli siano piombati addosso tutta questa serie di problemi: «Vorrei solo poter lavorare come ho sempre fatto – spiega -. La raccolta firme è un assurdo, non abbiamo mai disturbato nessuno: mi hanno detto che l’ordinanza di chiusura anticipata è nata da un procedimento amministrativo avviato nei nostri confronti proprio in seguito alla petizione, ma i motivi per me restano misteriosi: ho fatto ricorso al Tar, la decisione sarà il prossimo 29 luglio. Non mi hanno mai fatto vedere le carte che hanno portato a questa decisione. Mi viene il dubbio che la mia candidatura alle scorse elezioni comunali come consigliere nella lista “Giovani per ripartire” abbia dato fastidio a qualcuno. Io non ci sto a farmi mettere i piedi in testa: mi difenderò con tutti i mezzi, non posso accettare che la mia persona venga infangata. Di sicuro non proverò neppure a rinnovare la licenza: 5 anni fa ho cominciato questa avventura, il Comune ci aveva promesso lavori per rendere attiva la piscina e gli spogliatoi, cose mai attivate. Adesso sono stufo e voglio che i miei diritti siano rispettati. E pensare che il sindaco in campagna elettorale prometteva di aiutare i giovani che volessero aprire attività commerciali: io sono la dimostrazione vivente che non è così».
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