Primavera, una rosa che deve ancora sbocciare
Nuovo mister e una squadra completamente rinnovata. E durante l' allenamento spunta anche Sannino. E Scapini fa lo scaramantico: "Come l'anno scorso: squadra bagnata, squadra fortunata"
Incomincia alle 10 l’avventura per la nuova Primavera di Mister Tomasoni dopo i fantastici risultati della stagione passata: le semifinali al Torneo di Viareggio e l’ approdo alla finale scudetto persa per un soffio contro la Roma.
«Sono solo quattro i ragazzi confermati dall’ anno scorso: Nabila Samba, Andrè Bassi Borzani, Francesco Maio e Ashraf Lazaar. Si è unito al gruppo Barberis ma dubito che resterà: stiamo valutando se l’offerta che arriva dal Palermo sia il meglio per il giocatore e per la società». Cosi il responsabile del settore giovanile Giorgio Scapini che parla di una squadra in costruzione: «Vogliamo ringiovanire la rosa anche perchè dall’anno prossimo l’età massima per i giocatori della primavera verrà abbassata: puntiamo su ragazzi di qualità per dare futuro a loro e a noi. Ora i giocatori sono 31 ma la rosa definitiva non supererà i 23 elementi. Sono molti quelli in prova mentre ne abbiamo già acquistati sette: sei dal Milan e uno dal Genoa». Fiducioso, Scapini ammette che sarà molto difficile ripetere la stagione dell’ anno scorso, ricordando però, che «anche la scorsa stagione il primo allenamento è stato sotto la pioggia: squadra bagnata, squadra fortunata».
Della stessa idea anche il nuovo mister, un passato importante nella fila del Varese, prima
nel settore giovanile e poi in prima squadra: «So dei fantastici risultati che il Varese ha conquistato l’anno appena passato – spiega Paolo Tomasoni – ma non mi sento troppa pressione addosso: questa è una squadra completamente rinnovata e il mio obiettivo è quello di far esprimere al meglio le caratteristiche dei miei giocatori ispirandomi, comunque, al gioco della prima squadra». Colui che veniva chiamato “Bombarda” per il suo tiro devastante crede fermamente nel lavoro e nel sacrificio: «Tutto dipende da noi: se fossi superstizioso darei la colpa a qualcun altro per i miei errori. Io non sono così e ho tutta l’intenzione di fare qualcosa di importante».
Le porte sono aperte e così, mentre la Primavera si allena nel campo in sintetico dietro il Franco Ossola, può anche succedere che piombi allo stadio Beppe Sannino. Arriva di corsa in macchina, parcheggia, esce e si tuffa negli spogliatoi. Si infila la tuta d’ordinanza e comincia a correre. Dieci giri di campo: questa la dose a cui si sottopone l’ex mister del Varese ora al Siena. Nuova squadra, ma vecchie abitudini dure a morire.
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