Meno incidenti e morti sulle strade italiane
È quanto risulta dai dati Aci-Istat. I morti in provincia di Varese restano stabili: 46 nel 2009 e nel 2010. Aumentano i sinistri sulla rete autostradale di casa nostra
Diminuiscono gli incidenti, morti e feriti sulle strade italiane. Il Rapporto ACI-ISTAT evidenzia nel 2010 un calo, rispetto all’anno precedente, di incidenti (211.404; -1,9%), morti (4.090; -3,5%) e feriti (302.735; -1,5%) verbalizzati dalle Forze dell’Ordine. Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora più critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi e i week-end restano fortemente a rischio. I giovani “under 25” sono i più colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade, anche se è in crescita il numero dei morti. Tra i grandi Comuni, Verona, Palermo, Catania e Venezia presentano l’indice di mortalità più elevato; Bari e Milano il più basso.
IL QUADRO IN PROVINCIA DI VARESE
I dati disponibili relativi alla Provincia di Varese riguardano il differenziale 2009-2010. Cosa è successo da un anno con l’altro?
In primo luogo cala il numero degli incidenti: nel 2009 erano 2.981, un anno dopo 2.914, con una diminuzione di circa il 2 per cento. Invariato il numero di morti: 46 l’anno, scende, di poco, la percentuale dei feriti in un contesto dove il “circolante”, vale a dire i veicoli immatricolati in provincia, aumentano: 691.462 nel 2009, contro i 699.311 del 2010.
Complessivamente, nel 2010 è aumentato l’indice di mortalità del 1,6 % (vale a dire Rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti, moltiplicato 100) ma sono meno i feriti e gli incidenti (-17%) degli sulle strade urbane, con un incremento consistente dei sinistri sui tratti di rete autostradale, addirittura +26%.
«Questa edizione presenta importanti novità dal punto di vista della diffusione dei dati- ha detto il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini. Dal data warehouse dell’Istat, I.stat è adesso possibile consultare e scaricare gli indicatori anche a livello provinciale e la serie storica 2001-2010, di particolare interesse per gli addetti ai lavori. Inoltre , aver scelto la modalità Open Data è particolarmente importante per il grande riuso che ne viene fatto di questa informazioni. Infine il dwh I.stat per la prima è stato integrato con dati di fonte esterna all’Istat, gestiti dall’ACI, provenienti dal PRA (Pubblico registro Automobilistico)».
IL QUADRO A LIVELLO NAZIONALE
Quanti sono gli incidenti in Italia?
Ogni giorno in Italia si verificano 579 incidenti stradali che provocano la morte di 11 persone e il ferimento di altre 829. Nel 2010 sono stati rilevati 211.404 sinistri che hanno causato il decesso di 4.090 persone e il ferimento di altre 302.735. Rispetto al 2009 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,9%), dei feriti (-1,5%) e dei morti (-3,5%).Totali annui: incidenti: 211.404 (579 al giorno); morti: 4.090 (11/g.); feriti 302.735 (829/g.)
Dove avvengono i sinistri?
Il 75,6% degli incidenti si è verificato sulle strade urbane, con 1.759 morti (43% del totale) e 218.383 feriti (72,1%). Sulle autostrade si sono verificati 12.079 incidenti (5,7% del tot.), con 376 decessi (9,2%), in aumento (+7,4%) rispetto allo scorso anno e 20.667 feriti (6,8%). In diminuzione, invece, (-7%) il numero dei morti sulle strade urbane.
Totali annui: strade urbane: 75,6% sul totale degli incidenti; 43% dei morti; 72,1% dei feriti.
«Abbiamo mancato l’obiettivo UE – ha sottolineato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, commentando i dati – ma il risultato è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3. Nonostante le note criticità – ha concluso Gelpi – nelle città la situazione migliora».
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