Profilattici ripieni di cocaina per passare la frontiera
Fermato alla dogana aeroportuale un 37enne olandese: aveva cercato di ingerire i profilattici ma si era sentito male. Non ha voluto collaborare, terrorizzato dalle possibili ritorsioni dei trafficanti
Ha cercato in ogni modo di ingoiare in ogni modo alcuni profilattici riempiti di droga, ma non ce l’ha fatta. Così alla fine un 37enne olandese è stato arrestato alla dogana aeroportuale, dove si è presentato con gli stupefacenti in valigia. L’aspetto estremamente affaticato del viaggiatore ha insospettito i militari che, attivando l’unità di intelligence della Guardia di Finanza di Malpensa, hanno scoperto che il passeggero, solo in transito nello scalo italiano e diretto a Bruxelles, proveniva in realtà da Lima (Perù) transitando poi per San Paolo (Brasile). In più aveva acquistato all’ultimo momento il biglietto aereo. Tanto è bastato per confermare i primi sospetti e far scattare un più approfondito esame degli effetti personali (foto di repertorio).
Con grande stupore gli uomini della Guardia di Finanza hanno ritrovato nello zaino con cui viaggiava diversi ovuli di lattice contenenti cocaina allo stato liquido, maldestramente occultati tra i propri effetti personali. Evidentemente D.B.F.T., olandese di 37 anni, non era riuscito, nonostante i suoi sforzi, ad ingerire quei profilattici che, complessivamente, contenevano più di un chilo di cocaina purissima, pronta ad essere immessa sul mercato nord europeo. Immediatamente arrestato e accompagnato nell’area penitenziaria dedicata a tali casi nell’ambito dell’aeroporto di Malpensa, non ha voluto collaborare con le forze dell’ordine che cercavano di individuare i suoi complici stranieri cui era destinata questa partita di droga. La paura di possibili ritorsioni è stata più forte dei vantaggi di cui avrebbe potuto usufruire se avesse collaborato: un particolare drammatico che la dice lunga sul dramma che si cela dietro le storie degli "ovulatori", ricattati dalle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico internazionale di droga.
La Procura di Busto Arsizio, che dirige le indagini, ha quindi convalidato l’arresto e il detenuto è stato portato in carcere a Busto Arsizio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria
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