Cimberio film già visto: anche a Pesaro perde in volata
Varese disperde anche 8 punti di vantaggio in un palasport ostile ai padroni di casa. Stipcevic e Talts ci provano ma in troppi vivono una serata storta. E Hickman alla fine punisce i biancorossi (72-68)
Inizia a preoccupare la tendenza all’autolesionismo della Cimberio che anche a Pesaro, come già a Bologna e Sassari, spreca per mancanze proprie la possibilità di portare a casa una preziosissima vittoria esterna. In un ambiente ostile più ai padroni di casa che ai biancorossi (striscioni e fischi contro allenatore e giocatori della Scavolini), la squadra di Recalcati getta via anche otto punti di vantaggio e non riesce a trovare alternative valide al povero Stipcevic (foto) costretto a fare pentole e coperchi fino alla spremitura totale e alla palla persa decisiva.
Questo perché, a eccezione dei volenterosi Rannikko e Talts (sì, proprio lui: 9 punti con 4/5 al tiro e 4 rimbalzi), il resto della combriccola passa una serata tra l’inutile e il dannoso. Se Kangur per lo meno salva l’apparenza (ma ancora una volta non sa gestire i falli), i vari Garri, Fajardo e Diawara recitano un film dell’orrore con Justin Hurtt nella solita parte del fantasma. Una falla, quella dell’americano, dove si infila senza problemi Daniel Hackett che in diversi momenti del match guida la Scavolini pure tradita da White, tanto pagato e poco incisivo. Però gli uomini di Dalmonte, dopo tanti passaggi a vuoto, hanno il merito di ritrovarsi nel finale e non è un caso se trovano giocate utili da varie parti: Hickman è preciso in lunetta, Jones svetta su un rimbalzo-chiave, Cusin blinda la difesa e i due punti finiscono nelle Marche.
Il tutto a tre giorni dal derby del PalaWhirlpool contro Cantù che avrebbe avuto tutto un altro avvicinamento in caso di vittoria all’Adriatic Arena per il morale di squadra e pubblico. Invece i biancorossi si trovano a preparare la partitissima con un tarlo nella testa oltre che con la stanchezza di 40′ intensi e di due lunghi viaggi mentre la Bennet arriverà all’appuntamento riposata e con un giorno in più di preparazione. A cercare il lato positivo si può dire che Diawara e compagni dovrebbero almeno avere una tale voglia di riscatto da sbranare il mondo, ma questa non è certo una consolazione mentre si parla del digiuno in terra pesarese.
PALLA A DUE – Squadre al completo per Dalmonte e Recalcati per cui la 119a gara tra Pesaro e Varese è fondamentale per i rispettivi obiettivi che poi coincidono: vincere cioè per mantenersi nel gruppo di squadre che cerca la qualificazione alle Final Eight di Coppa e, in prospettiva più lontana, ai playoff. Gelo tra i supporters e il coach di casa, accolto dai fischi mentre in curva appare uno striscione da “sciopero del tifo”. Dalmonte schiera subito tutte le sue bocche da fuoco mentre la Cimberio replica con il quintetto più ovvio con Stipcevic e Hurtt in guardia, Diawara-Kangur in ala e Fajardo pivot titolare.
LA PARTITA – Si comincia con mani molto calde e un punteggio che lievita subito con Hackett che replica ai canestri di Diawara e Hurtt. Pesaro è più pronta in attacco e prova ad allungare fin dall’inizio con l’italoamericano subito a quota 8. Il primo cambio è per Stipcevic: entra Rannikko che insieme a Kangur segna da 3 punti (16-14). Prima della sirena c’è tempo del pareggio poi sparigliato a favore della Scavolini che chiude sul 21-18 con 10/12 da 2.
La ripresa del gioco è ancora favorevole ai padroni di casa che toccano il +7 dopo cinque errori varesini e qualche fallo di troppo. Stipcevic (tripla) interrompe la serie nera e scuote sé e la squadra che pareggia con i punti di Garri e Kangur (26-26 al 15′). Entra anche Talts e questa volta ha un buon impatto: i suoi canestri e le due triple di Stipcevic puniscono la difesa pesarese e danno il primo vantaggio esterno (32-36) con Dalmonte che ripara in timeout. Pesaro continua a litigare con il ferro e si muove solo con i liberi; il solito Stipcevic ringrazia e sulla sirena completa il suo secondo periodo da favola con la quarta tripla (per 14 punti) che vale il 36-41.
Dopo il riposo le due squadre faticano a ingranare e il punteggio resta bloccato per 3′, allora Stipcevic si mette in proprio infilando da tre punti per la quinta volta. White e Hackett rivitalizzano la Scavolini Siviglia che ora distribuisce stoppate a destra e a manca e si riporta sotto nel punteggio (40-44). Recalcati ordina la zona ma è l’attacco che ora non funziona: un sottomano di Talts pare un fiore isolato in mezzo a un deserto di errori con Hurtt che fallisce anche in contropiede. È ancora il discusso Talts a muovere il punteggio con un canestro da tre che evita il riaggancio della Scavolini, ora con fiato sul collo di Varese perché finalmente Jones trova una bomba (prima e unica dei padroni di casa). Cinque punti di Rannikko permettono ai lombardi di mantenere un vantaggio che però al 30′ è il minimissimo: 53-54.
IL FINALE – Kangur e Reati rispondono a Cavaliero e Hackett e il punteggio resta invariato nelle prime battute del quarto decisivo. La situazione falli si fa dura per Varese che ha Kangur, Diawara e Hurtt con quattro penalità, così Recalcati deve alzare il quintetto e affiancare Fajardo a Talts. Lydeka impatta dalla lunetta e poi firma il sorpasso dopo l’ennesimo errore di Hurtt, ancora insufficiente. Il timeout del Charlie non scuote la squadra che commette infrazione di 24”: il giovane americano lascia il campo per Diawara mentre Hackett sfonda su Fajardo commettendo il quarto fallo. Anche lo spagnolo però combina disastri e la partita diventa una collezione completa di errori e infrazioni tanto che il punteggio resta inchiodato. Una tripla di Ganeto muove finalmente Varese e a 4′ dalla fine il tabellone dice 61-61 con bonus esaurito da ambo le parti. Fajardo costringe Cusin al quarto fallo, allunga a +3 ma Varese si inceppa ancora e con due palle perse favorisce il nuovo sorpasso Scavolini firmato da Hackett con una schiacciata. I segnali di resa si susseguono: Fajardo fa 0/2 ai liberi e poi segue Kangur in panchina con cinque falli. Stipcevic ci crede ancora (67-66 dalla lunetta) ma quando Jones strappa un rimbalzone dopo un errore di Hickman a Pesaro ci credono davvero e poco male se l’ex napoletano sbaglia un libero perché stavolta Rok perde palla. La Scavolini si mette allora nelle mani di Hickman che dalla lunetta fa 4/4 e rende inutile l’ultimo assalto varesino, concluso da un tiro corto di Hurtt metafora della sua partita e forse della sua avventura in maglia Cimberio. Finisce 72-68 con la Scavolini che forse guadagna una timida riappacificazione con il suo pubblico e con Varese ancora una volta costretta a mangiarsi le mani per l’occasione gettata a mare. E quello di Pesaro non è nemmeno dei più belli.
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