“Quella carrozzina a motore era da poco la sua libertà”

Il sindaco di Clivio Ida Petrillo ricorda come Bruno Rizzi avesse da poco quella carrozzina che gli permetteva di muoversi da solo per il paese. Una tragedia che sembrava non dovesse succedere

clivioCe l’aveva da un annetto, quella carrozzina a motore. E con quella andava in giro per tutto il paese fiero della ritrovata libertà di movimento.  Ma è stato proprio a bordo di quel veicolo che Bruno Rizzi ha trovato la morte, in un incidente dai contorni ancora non del tutto chiari e che sembrava, a prima vista, molto meno grave del previsto.
«Mio marito era tra i soccorritori, gli ha parlato, era sveglio e cosciente – spiega il sindaco Ida Petrillo – Era partito da Clivio con un codice giallo, non pensavamo che serebbe finita in maniera così terribile».  Un po’ di preoccupazione, nei cliviesi, quella carrozzina però la dava: «Da quando ne era entrato in possesso, viaggiava per il paese tantissimo, e ogni tanto dicevamo: speriamo non gli accada nulla. Purtroppo invece è successo».

Rizzi, sessant’anni, non era sposato e viveva da solo con la badante a Clivio. Diversi anni fa, quando era ancora in grado di camminare, faceva anche il volontario nella palestra comunale. «Lo conoscevamo tutti, era una specie di istituzione in paese. Siamo rimasti scioccati».

Rizzi ha perso la vita in una strada che rappresenta, fin dall’insediamento della nuova sindaco, una preoccupazione: «E’ da quando sono stata eletta che stiamo parlando con la Provincia per metterla in sicurezza – spiega Ida Petrillo a proposito di via Cantello, che attraversa il paese ma è una strada di competenza della provincia di Varese –  Noi pensavamo di fare un restringimento di carreggiata a una corsia ciclopedonale: qualcosa che non fosse un dosso ma costringesse comunque a rallentare l’andatura. Perchè si tratta di una strada larga, che invita ad accelerare. Ne avevamo già parlato anche con i residenti: uno di loro si è trovato addirittura il muro di recinzione divelto da una macchina che aveva perso il controllo. Da domani mi aspetto che succeda qualcosa, dopo questa brutta storia. Per il momento riusciamo solo a dire "Ciao Bruno"».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Dicembre 2011
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