Scontro Lega-Pd sui servizi sociali solo per bustocchi
Polemico il Pd per le parole rilasciate dall'assessore Azzimonti alla stampa locale che aveva parlato di rimpatrio dei Rom. Secondo il Pd sono il contrario di quanto detto in commissione: "Aspettiamo l'assessore al varco"
Scontro tra l’assessore ai servizi sociali di Busto, il leghista Ivo Azzimonti e l’opposizione del Pd. Il campo di gioco è proprio quello dei Servizi Sociali. Dopo le nuove rassicurazioni offerte dall’assessore in commissione Servizi Sociali e Famiglia «che – dicono i consiglieri del Pd – come da verbali, ha sostenuto con consenso unanime la massima attenzione a tutte le situazioni di bisogno, e la necessità di non tagliare i servizi del settore». A non piacere al Pd sono state le parole dell’assessore fuori dal contesto della commissione dove – dice la nota Pd – se la questione non fosse estremamente seria, si potrebbe rispondere: che barba che noia che barba…riprende i vecchi ferri del mestiere. La Padania, i meridionali – gli immigrati…le solite cose».
L’assessore Azzimonti, per conto della Lega avrebbe affermato che la prima priorità parrebbe essere quella che i cittadini bustocchi – 5 anni di residenza – siano i beneficiari principali degli interventi, affermazione mai sentita in sede istituzionale; Erica D’Adda e il capogruppo Walter Picco Bellazzi (foto in alto a destra) rispondono stizziti alla provocazione: «A Roma hanno digerito tutto, hanno portato il paese sull’orlo del baratro, poi sono scappati come conigli. Busto devono marcare il territorio, in lotta continua con l’alleato della PdL».
Secono il Pd è ora di dire basta: «Non li rincorriamo certo, la nostra posizione nei confronti della persona e della famiglia è nota – spegano – Però loro governano da quasi vent’anni, e allora: come hanno speso i soldi dei cittadini di Busto? Ce lo dicano. Vengano a dirci, visto che la parola “integrazione e sicurezza” gli fa lo stesso effetto dell’aglio ai vampiri, quanti soldi vogliono spendere, adesso che sostengono che non ce ne sono, per rimpatriare e re-insediare in patria le persone che vogliono mandare via».
Il Pd promette aspettare al varco l’assessore e tutta l’amministrazione su questo tema e in
un’interrogazione incalzano chiedendo: a chi si riferisce l’assessore parlando di “chi non si èintegrato” – a rigore, anche un tossico dipendente recidivo o un senza casa potrebbero essere considerati non integrati; se si riferisce ad extracomunitari, qual è la stima circa il numero delle persone di cui parla; come intende procedere per rinviarle in patria; quanto tempo occorrerà; dati alla mano, senza troppe chiacchiere, a quanto ammonterebbe il costo del rientro per i cittadini; dati alla mano, a quanto ammonterebbero i “contributi per rifarsi una vita in patria”; se è vero, come si legge dall’intervista alla stampa, che il rientro riguarderebbe gli stranieri di etnia Rom, che “non avendo un’occupazione, si mantengono con i contributi dei servizi sociali”, quanti soldi hanno fatto spendere i predecessori dell’attuale assessore per queste famiglie; un report della presenza degli stranieri regolari in città, e l’ammontare del loro contributo alla comunità cittadina in termini di tasse.TAG ARTICOLO
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