Inaugurato il master in medicina di Montagna
13 i corsisti del master di secondo livello intitolato a Attilio Farè e Fabio Della Bordella si sono ritrovati per la prima volta a Villa Toeplitz
Alla presenza del rettore, Renzo Dionigi e del direttore generale dell’azienda ospedaliera Walter Bergamaschi, è stato inaugurato oggi, 27 gennaio 2012, a villa Toeplitz il master di secondo livello in “Medicina di Montagna" intitolato a Attilio Farè e Fabio Della Bordella avviato su iniziativa dell’Università degli Studi dell’Insubria. Si tratta del primo Master di questo tipo attivato in Italia e del secondo in Europa e punta a diventare il corso di riferimento a livello internazionale nel campo della medicina di montagna.
«La medicina di montagna si occupa di tutte le problematiche cliniche legate alla frequentazione dell’ambiente montano – spiega il dottor Luigi Festi, dirigente medico presso l’Unità Operativa di Chirurgia Generale III ad Indirizzo Toracico dell’Ospedale di Circolo di Varese, ideatore e coordinatore del Master – ad esempio la mancanza di ossigeno legata al fattore altezza, o le condizioni cliniche determinate dall’ipossia moderata o grave sia a carico dell’escursionista o alpinista sano, sia in quello affetto da patologie cliniche. In passato questo settore medico è stato preso scarsamente in considerazione, ma negli ultimi anni l’interesse è aumentato. Inoltre, un pubblico sempre più numeroso si avvicina ai rifugi e all’escursionismo in quota, spesso senza avere la cultura ambientale necessaria e sottovalutando le proprie condizioni fisiche e psicologiche. Ecco perché è nata l’idea di organizzare per la prima volta un corso che, con severo training teorico e pratico, anche sul campo, possa formare medici in grado di assistere e prevenire in caso di incidenti o malori».
Il piano didattico del Master è suddiviso in sei moduli, che spaziano dal trattamento delle malattia d’alta quota, all’emergenza e il soccorso in montagna, all’ipotermia e l’ipertermia, alla traumatologia; è prevista anche una sessione specifica e dedicata alla pratica alpinistica sul campo. «Voglio sottolineare che quest’iniziativa non si sovrappone all’attività di soccorso alpino, ma lo integra e casomai svolge una funzione preventiva rispetto all’intervento dello stesso soccorso alpino, molto importante in questo momento se consideriamo anche i tagli che il Soccorso Alpino ha subito recentemente» puntualizza il dottor Festi.
Gli iscritti al master sono 13 e sono «appassionati di montagna che desiderano affiancarsi e garantire sicurezza a quanti, alpinisti, trekkers, professionisti della montagna, ed anche solo escursionisti della domenica si recano in ambiente alpino. Tra le novità di questo master è da segnalare la presenza nel corpo docente, di medici e di scienziati di fama ma anche di giornalisti, scrittori (come Enrico Camanni, Roberto Mantovani, Franco Brevini, firma importante del Corriere della Sera o Michele Fazioli, giornalista principe della televisione della Svizzera Italiana) e di alpinisti come Simone Moro o Ueli Steck, Angelo Valsecchi, svizzero, naturalista di fama internazionale».
«Fondamentale è la convenzione tra l’Università dell’Insubria e l’Institute of Mountain Emergency Medicine che fa capo all’Eurac di Bolzano, diretta dal professor Hermann Brugger, uno dei maggiori esperti a livello mondiale nel campo dell’emergenza, e del trattamento dell’ipotermia in particolare» sottolinea il dottor Festi.
Di grande importanza sono i patrocini, tra i quali spiccano quelli del Club Alpino Italiano, della Regione Lombardia, rappresentata dall’Ospedale di Circolo di Varese, dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) del Canton Ticino, nel segno di una collaborazione culturale trans-frontaliera di alto livello, e delle maggiori società internazionali mediche attive in questo campo specifico
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