Il centro sociale riapre i battenti, “Vivere meglio” ci riprova
Dopo le polemiche delle settimane scorse ed un periodo di chiusura, riapre con un nuovo presidente la struttura del quartiere Sant'Anna gestita da un'associazione di promozione sociale: "I corsi ripartiranno"
Il centro sociale di Sant’Anna riparte nuovamente con l’associazione “Vivere Meglio”. Dopo le polemiche suscitate nelle settimane scorse il direttivo è stato completamente rinnovato e a presiedere l’associazione, al posto di Astrid Pintus che aveva inaugurato le attività del centro sociale del quartiere, c’è ora Rossella Pesce. L’associazione, che ha firmato una convenzione con il comune della durata di 6 anni, aveva vissuto un momento di difficoltà dopo che la precedente presidentessa aveva deciso di ospitare per qualche notte alcuni senza tetto nei locali affidati all’associazione. Secondo l’associazione, che si è scusata pubblicamente per questo, l’errore è stato fatto in buona fede a causa di una interpretazione della convenzione stessa. Questo fatto aveva suscitato le polemiche da parte della consigliera del Pd Erica D’Adda che aveva chiesto spiegazioni all’assessore alla qualità della vita Luciano Lista, padre putativo del progetto.
La stessa associazione, inoltre, si era proposta proprio per sopperire alla mancanza di posti letto in città a favore dei senza tetto ma l’ipotesi non ha trovato il plauso di alcuni cittadini di Sant’Anna che l’hanno osteggiata. Tramontata questa ipotesi il centro sociale continuerà ad essere gestito dall’associazione “Vivere Meglio” che, oltre ad aver provveduto a risistemare gli spazi, ha già previsto una serie di corsi per i cittadini del quartiere dal’informatica alla musica fino alla ginnastica dolce per gli anziani del quartiere. «Chiediamo ai cittadini di Sant’Anna di partecipare alle iniziative che proponiamo – fanno sapere i promotori – a partire dalla giornata informativa del 31 marzo». Quel giorno, infatti, si terrà un incontro con esperti per quanto riguarda la guida in stato di ebrezza, i ricorsi al giudice e l’opposizione ai decreti penali.
Nonostante i nuovi buoni propositi e il rilancio, comunque, il consigliere del Pd D’Adda non è convinta e torna a proporre un’interrogazione a sindaco e assessore per chiedere spiegazioni su quali responsabilità e quali conseguenze vi siano state nella violazione della convenzione tra associazione e comune. Dall’associazione respingono al mittente le critiche e sottolineano la «la buona fede con la quale si è permesso ad alcuni senza tetto di dormire alcune notti all’interno del centro».
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