Incontro della Lega Nord con l’onorevole Caparini
Venerdì 30 alle ore 21.00 nella sezione della Lega Nord di piazza del Podestà, la segreteria cittadina del Carroccio organizza un incontro pubblico sulla questione dei reati d’opinione.
Venerdì 30 alle ore 21.00 nella sezione della Lega Nord di piazza del Podestà, la segreteria cittadina del Carroccio organizza un incontro pubblico con l’onorevole Davide Caparini per affrontare la questione dei reati d’opinione.
L’onorevole bresciano, deputato dal 1996, è da sempre in prima linea nella battaglia contro il Codice Rocco che sebbene provenga dalla legislatura fascista non è ancora stato superato.
«Molto è stato fatto dalla Lega Nord in questo campo – racconta Caparini – soprattutto nella legislazione 2001-2006 quando abbiamo per la prima volta messo mano alla questione dei reati d’opinione. L’impianto normativo che avevamo trovato era degno dei peggiori esempi sudamericani e prevedeva addirittura pene detentive per quella che era rubricata come propaganda sovversiva e antinazionale, nonché una serie di fattispecie fin troppo vaghe in cui si ravvisava l’attentato contro lo Stato, senza dimenticare i vilipendi vari, di cui recentemente anche a Varese si è risentito parlare».
«Il lavoro del nostro gruppo parlamentare – prosegue il deputato leghista – ha permesso di fare dei passi avanti, ma la filosofia dello Stato italiano non è cambiata da allora. Come disse una volta Bossi : “ L’ Italia è uno Stato fondamentalmente paranoico che laddove non riesce a farsi stimare grazie
all’opera di propaganda, prevede nel suo ordinamento la possibilità di imporsi
con la forza non solo sui fatti, ma anche sulle opinioni delle persone”. La Lega però non si spaventa e va avanti con le sue battaglie, nella sicurezza che la Storia ci darà ragione».
L’incontro in sezione, aperto al pubblico, sarà dunque un’occasione per fare il punto sulla libertà di espressione ai tempi di Mario Monti, in un momento politico molto delicato come sottolinea il segretario della sezione di Varese della Lega, che riconosce al governo attuale l’unico merito di «aver smascherato il teatrino della politica romana. Oggi è sotto gli occhi di tutti che esiste un partito unico con tre facce (PDL-PD-UDC), composto da personaggi che altro non sono che le seconde file della stessa classe politica che ci ha condotto nell’abisso».
«In un momento simile – prosegue Pinti – la finzione su cui si poggia lo Stato è più fragile ed è per questo che vengono rispolverati i residuati fascisti del codice penale come nel grottesco caso dell’incriminazione per vilipendio dopo la scritta contro Monti all’ippodromo».
Quanto alle polemiche sollevate in consiglio comunale dagli esponenti delle opposizioni Pinti taglia corto: «Sono ciechi guide di ciechi, che filtrano il moscerino e inghiottono il cammello – alludendo al fatto che ci si concentri a parlare della scritta sul muro e non della sproporzionata accusa di vilipendio –
la serata di venerdì – conclude il segretario del Carroccio varesino – nasce proprio dall’esigenza di creare spazi di libertà in cui confrontarsi al riparo dalle sirene del pensiero unico che occupa ormai totalitariamente tutti gli spazi del vivere associato. Insomma, creare rifugi di democrazia contro l’arroganza del potere».
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