“Sugli immigrati una nuova tassa vergognosa”

I rappresentanti di Anolf Cisl bocciano l'introduzione degli "importi aggiuntivi" a carico degli stranieri che devono ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno

anolf cisl commento su tassa permessi di soggiorno«È un balzello enorme, una tassa vergognosa che, oltre a rendere i poveri ancora più poveri, causa un aumento delle situazioni d’illegalità e incentiva la rottura delle famiglie dei migranti».
Così definisce Sergio Moia, della segreteria della Cisl di Varese, il provvedimento che introduce dei costi aggiuntivi sul rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno.
«La tassa è stata introdotta dal decreto Maroni del 2011 ed è dinventata effettiva da quest’anno» prosegue Moia. «Noi diciamo no ad una legge che costringe un immigrato, che spesso percepisce uno stipendio di appena mille euro al mese e ha una famiglia alle spalle, a versarne la metà in tasse» aggiunge Martine Illgen, presidente dell’ANOLF di Varese. «Se fino a qualche mese fa un immigrato in cerca di lavoro, per ottenere un permesso regolare di 6 mesi, spendeva circa 72 euro, ora il costo è lievitato a 152. E parliamo di un disoccupato. Nel caso in cui questi, poi, trovi lavoro, la sovrattassa si estende a 100 euro. È inaccettabile e, tra le altre cose, è una situazione tutta italiana».

Gli importi da pagare per ottenere o rinnovare i permessi vanno dagli 80 ai 200 euro, in base alla motivazione della richiesta. Il provvedimento si somma ai 30 euro di spese di spedizione da pagare all’ufficio postale, ai 27,50 euro necessari per avere il tesserino elettronico e ai 14,62 di marca da bollo già esistenti. «La logica di questo provvedimento – spiega Moia – era quella di trovare i fondi per creare un fondo di garanzia per pagare i rimpatri e i costi amministrativi correlati. In pratica è come se, chi vuole regolarizzarsi in Italia, sia soggetto fin da subito al pagamento del suo rimpatrio». I sindacati hanno accolto in modo positivo la dichiarazione dei ministri Cancellieri e Ricciardi di voler rivedere il provvedimento entro la fine di gennaio ma, sottolineano, per il momento la situazione è ancora invariata. «I ministri – ha concluso Moia – hanno preso un impegno pubblico che, dopo due mesi non hanno ancora mantenuto. Fino ad ora l’unico riordino, per altro marginale, è quello relativo alla richiesta o al rinnovo del permesso di soggiorno per chi è in cerca di lavoro, in queste situazioni è stato approvato un prolungamento della durata: da 6 mesi a un anno».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Marzo 2012
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