Google ricorda: Keith Haring avrebbe 54 anni
E’ dedicato a uno dei più popolari artisti degli anni 80 il doodle di Google di oggi.
E’ dedicato a uno dei più popolari artisti degli anni 80 il doodle di Google di oggi. Il 4 maggio 1958 nasceva infatti Keith Haring, “il pittore dei graffiti” l’artista che ha cambiato la scena pop prima americana e poi mondiale, influenzando l’aspetto di gran parte degli oggetti che usiamo ancora oggi.
La carriera e la vita di Haring, che oggi avrebbe compiuto 54 anni, è stata però brevissima: pittore e writer statunitense, è stato uno degli esponenti più singolari del graffitismo di frontiera, emergendo dalla scena artistica newyorkese durante il boom del mercato dell’arte degli anni ottanta insieme ad artisti come Jean-Michel Basquiat e Richard Hambleton: i suoi lavori hanno rappresentato la cultura di strada della New York di quel decennio. Gay dichiarato – molti dei suoi “gioiosi graffiti” sono forti denuncie anti discriminazione – mori di Aids nel 1990, a soli 31 anni.
Una fine attesa e annunciata: quando apri uno dei suoi “pop shop”, negozi che vendevano sue opere e gadget, come succede anche ora e da lui inventati per “diffondere arte”, a Tokyo nell’88 Haring affermò: «Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l’Aids io, non lo prenderà nessuno.»
Prima di morire, e dopo avere saputo di avere contratto il virus dell’HI, fondò la Keith Haring Foundation a favore dei bambini malati di AIDS. La sua ultima opera pubblica la realizzò in Italia, a Pisa, nel 1989: un grande murale intitolato Tuttomondo e dedicato alla pace universale. Haring morì Il 16 febbraio 1990: ma nonostante la sua morte prematura, l’immaginario di Haring è diventato un linguaggio visuale universalmente riconosciuto del XX secolo, meritando, tra le altre innumerevoli esposizioni, una mostra alla Triennale di Milano nel 2006. Il doodle di oggi 4 maggio 2012 aiuterà a ricordare il nome di chi con i suoi “omini” ha cambiato stile e colore e molti dei nostri oggetti.
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