“Volevo solo difendermi”, parla l’accoltellatore di via Bosisio
Sfilano i testimoni principali dell'aggressione avvenuta ai primi di gennaio in una via centrale del paese. Il 28enne Orazio Tallarita è accusato di tentato omicidio e si difende: "Fu in risposta alle bastonate" ma vittima e testi negano
«Non volevo ucciderlo ma difendermi dalle sue bastonate» – Orazio Tallarita prova a difendersi dall’accusa di tentato omicidio ma nessuno ha visto la vittima, Manuele Gesualdi, sferrare una bastonata a colui che lo ha accoltellato al fianco. Il processo, in corso al tribunale di Busto Arsizio, a carico del lonatese di 28 anni che lo scorso 10 gennaio ha colpito con un fendente il giovane Emanuele Gesualdi al fianco procurandogli una brutta ferita e un ricovero in ospedale, è entrato nel vivo con le dichiarazioni dei testi di accusa e difesa. Alla base del contendere tra i due, le rispettive fidanzate tra loro cugine. Tallarita voleva ricucire con la sua ex ed era convinto che fosse stata la cugina a farli lasciare mentre Gesualdi voleva difendere la sua ragazza dalle accuse di Tallarita.
Il pubblico ministero Roberta Colangelo ha fatto ricostruire l’accaduto di quel giorno ai protagonisti, partendo dalla lite al bar di Ferno, avvenuta la sera prima. Sul banco dei testi si sono avvicendati la fidanzata di Gesualdi, l’ex-fidanzata di Tallarita e la zia, tutte e tre nell’abitazione di via Bosisio dove è avvenuto il ferimento. Le tre testimonianze hanno in comune la mancanza del colpo di bastone nei confronti del Tallarita da parte di Gesualdi mentre le testimonianze sono sembrate discordanti sul momento in cui è spuntato il coltello. Anche la stessa ex di Tallarita è sembrata definire una versione sostanzialmente diversa da quella data nell’immediatezza dei fatti.
L’avvocato di Tallarita Luca Abbiati ha puntato maggiormente sulla lite avvenuta la sera prima al bar quando Gesualdi colpì il Tallarita con una testata in seguito ad un primo diverbio, poi sfociato nella violenza del giorno seguente e sul fatto che Tallarita non avesse intenzione di uccidere Gesualdi perchè non pensava di trovarlo a casa della zia della ex-fidanzata. «Volevo solo andare a chiarire quello che era avvenuto la sera prima con la mia ex-ragazza e sua cugina» – ha dichiarato Tallarita mentre Gesualdi ha dichiarato di «essere andato a casa della sua fidanzata per paura dell’arrivo di Tallarita». Pare assodato, infatti, che il ragazzo abbia anticipato al telefono la sua intenzione anche se resta da chiarire con quali intenzioni visto che le ricostruzioni attorno alle minacce di morte sono sembrate meno convinte di sei mesi fa.
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