Hammami: “Finalmente sono cittadino italiano”
Cerimonia in municipio per il fondatore del "Centro culturale islamico" che accoglie oggi centinaia di fedeli. In Italia dall’88 aprì anche il primo negozio Kebab della città
Sadok Hammami è ufficialmente un cittadino italiano. Il portavoce e fondatore del Centro culturale islamico di Saronno ha ottenuto la cittadinanza italiana dopo 25 anni di presenza in Italia e dopo 5 dalla richiesta ufficiale. La cerimonia si è svolta mercoledì mattina in municipio, alla presenza del sindaco Luciano Porro e dall’Immam Amen Alraeeini, il 46enne d’origine tunisina.
Sadok ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e non ha nascosto la propria soddisfazione: «Da tempo mi sento parte di questo Paese e sono contento che dopo cinque anni d’attesa sia finalmente arrivato anche il riconoscimento ufficiale. La cerimonia di oggi è un momento emozionante non solo per me ma per tutta la mia famiglia». I complimenti sono arrivati anche dal primo cittadino: «Partecipare alla cerimonia del giuramento di Sadok è stato un onore, ma dovrebbe anche essere un esempio per tutti i suoi connazionali ad essere così presenti ed attivi nella vita della propria comunità».
Hammami, tunisino di origine, è in Italia dal 1988 quando arrivò a Turate. A Saronno ha aperto il primo negozio di Kebab della città, fondando poi il centro culturale islamico, punto di riferimento per centinaia di fedeli della città.
Forte è stato, negli ultimi anni, il suo impegno e la collaborazione con amministrazione comunale ed anche con la Chiesa per per l’organizzazione del Ramadan, il mese di perghiera dei musulmani, che a Saronno non ha mai destato proteste o polemiche. Tutto questo nonostante ogni giorno, durante il mese, si trovassero oltre 400 persone, fino alla festa finale che accoglie mille fedeli da tutto il territorio, con tanto di invito (e presenza) dei vari sindaci e amministratori, nonchè dell’ex parroco della città, Don Maurizio Rolla.
Nel 2003 Varesenews fece un intervista a Sadok nella quale rivendicava la propria attività, ma anche la voglia di essere italiano senza dimenticare le proprie radici: «Io sono buono e rispettoso con gli italiani, e loro lo sono con me – disse nel 2003 Sadok -. Fin da quando sono venuto in Italia ho pensato che se non c’è integrazione, non ci può essere vita. Io mi sento integrato al cento per cento». Oggi Sadok è a pieno titolo cittadino italiano.
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