La talpa anonima e i “crocifissi padani” in Consiglio comunale
L'opposizone leghista cita una lettera misteriosa che attacca la scelta del sindaco di amministrare a tempo pieno il comune. Durante la seduta scoppia il caso dei simboli verdi
Tra i banchi del consiglio comunale di Albizzate, nella seduta di venerdì 28 settembre, ha fatto il suo ingresso “ufficiale” la talpa anonima: si tratta dell’autore, nascosto dall’anonimato, di una lettera inviata a tutti i segretari di partito che il consigliere leghista Mirko Zorzo ha portato come interrogazione al sindaco Francesco Sommaruga. Una missiva per la quale il primo cittadino ha annunciato di aver sporto denuncia ai carabinieri per il contenuto ritenuto diffamatorio.
La lettera fa riferimento alla scelta del sindaco, annunciata in Consiglio Comunale, di dedicarsi a tempo pieno all’attività amministrativa. Il giorno del suo insediamento Sommaruga aveva annunciato che per due anni avrebbe svolto l’attività di sindaco a metà, in attesa del pensionamento, per poi dedicarsi unicamente al comune. Tuttavia, la riforma pensionistica di quest’anno ha cambiato le carte in tavola e, prolungando la permanenza lavorativa di Sommaruga, manager in una importante azienda del territorio, rischiava di modificare la pianificazione del mandato pensata dalla Giunta albizzatese.
Per questo Sommaruga ha chiesto aspettativa all’azienda dedicandosi a tempo pieno all’attività di sindaco.
Come da disposizione di legge, e come avviene per tutti i sindaci d’Italia nella stessa posizione, l’onore del pagamento dei suoi contributi previdenziali sarà quindi a carico delle casse comunali. Per questo in Consiglio, in sede di ricognizione dell’equilibrio finanziario del comune, sono stati disposti 21mila euro per la copertura dei contributi Inps del sindaco che, inoltre, percepirà l’intero compenso previsto per la carica.
Alla “Talpa anonima” il sindaco non ha dato risposta, stigmatizzando il fatto che fosse stata usata per sollevare la questione in consiglio comunale, «la Lega – ha dichiarato durante la seduta – si è fatta scudo di una lettera anonima perché non ha il coraggio delle proprie azioni».
Durante il consiglio ha però dato giustificazione della scelta rispondendo alla domanda sollevata dal consigliere Eliana Brusa. «Ci lascia perplessi la scelta del sindaco che – ha spiegato il consigliere Pdl -, dopo aver rinunciato al suo compenso l’anno scorso e aver alzato le tasse, quest’anno in un momento delicato per l’economia farà ricadere i costo dei contributi sul comune e vorremmo che questa decisione ci fosse spiegata». «In questo modo la Giunta verrà a costare più di quella della precedente amministrazione – ha chiosato Zorzo – quando di assessori ce ne erano 6 e non 4».
«Per 15 mesi ho fatto due lavori a tempo pieno – ha spiegato Sommaruga – e questo, oltre a pesare su di me e ancora di più sulla mia famiglia, non mi permetteva di svolgere l’attività amministrativa secondo le mie aspettative. Prima facevo il sindaco di notte e riuscivo ad accogliere i cittadini solamente il sabato, adesso sono in comune tutti i giorni mattina e pomeriggio e posso dedicarmi a loro e alla macchina amministrativa che è fortemente sotto organico».
Sempre in seduta di consiglio, durante la quale sono state approvate una serie di delibere di carattere prevalentemente tecnico e il via libera al regolamento sulle consulte di zona, un altro momento di discussione si è registrato dopo l’interrogazione presentata dal Carroccio albizzatese. Zorzo, entrando in sala polivalente, si era accorto che era sparito il crocifisso appeso alla parete e lo scorso giugno ha presentato interrogazione formale alla maggioranza.
La vicenda è stata spiegata dal sindaco in persona che ha ricostruito la vicenda: a causa di una proiezione sulla parete della sala polivalente il simbolo sacro era stato rimosso per poi essere ricollocato all’ingresso. Il sindaco ha però aggiunto un particolare di colore, sotto tutti i punti di vista, alla vicenda svelando una scelta fatta dall’amministrazione. «Visto che siamo in argomento – ha spiegato – volevo informare il consiglio del fatto che la mia amministrazione ha provveduto a rimuovere tutti i crocifissi affissi alle pareti comunali per sostituirli con dei nuovi crocifissi realizzati da un artigiano del paese. Lo abbiamo fatto perché i crocifissi verdi affissi durante la precedenti amministrazione leghista ci sembravano di poco gusto».
Dopo le strisce pedonali un caso di “crocifissi padani”?
Zorzo assicura di no perché «la politica non c’entra. Durante i miei viaggi mi è capitato spesso di vedere bancarelle che vendevano crocifissi verdi».
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