Trasporto scolastico: nessuno a piedi, ma si studia una soluzione definitiva
L'idea è affidare il servizio a una società privata esterna: il Comune stanzierà un contributo. L'assessore: «Il nostro obiettivo è garantire un servizio a costi sostenibili»
Da martedì nessun bambino è rimasto "a piedi", ma intanto si studia la soluzione definitiva per il trasporto scolastico a Samarate. La situazione ad oggi è questa: 37 bambini che usano il bus all’andata, 60 al ritorno. «La gestione con Asc (Azienda di Servizi Comunali) era troppo costosa rispetto al numero di utenti – spiega il sindaco Leonardo Tarantino -. Lo abbiamo garantito per tutto il 2011, ma ora è necessario un cambiamento». Da mesi l’assessore all’istruzione Albino Montani sta lavorando insieme ai genitori e ad Ages (Associazione genitori Samarate) per trovare la soluzione migliore. Scartato il car pooling e l’idea che fossero i genitori stessi a fare da autisti, al momento Ages ha affidato il servizio a una società privata esterna. Il Comune si impegna invece a dare un contributo economico, già stanziato a bilancio, che potrebbe aggirarsi sui 20mila euro. Non è ancora definito se la somma verrà affidata e gestita da Ages o si tratterà di un contributo alle famiglie.
Soddisfatte, ma attente all’evoluzione della situazione, le mamme intervenute in rappresentanza di Ages: Deborah Lorvetti e Sabrina Panizzon oltre a Denise Bertoldo, ribattezzata "mamma bus". «Per questo mese il servizio è garantito – spiegano -, ma è necessaria la presenza dell’Amministrazione: se non ci sarà il contributo, non so se riusciremo a garantire il servizio. Il nostro obiettivo resta comunque uno: per ogni bambino le famiglie non devono spendere più di 30 euro al mese».
Il confronto sul trasporto scolastico è aperto a Samarate già da tempo e negli ultimi giorni ci sono state alcune polemiche da parte dell’opposizione con il consigliere dell’Idv, Eliseo Sanfelice. «Trovo positiva la collaborazione con Ages – risponde l’assessore Montani – e il rapporto fra pubblico e privato laddove il pubblico non arriva. A chi dice che stiamo facendo confusione, rispondiamo che abbiamo un obiettivo chiaro: garantire un servizio a costi sostenibili. Le decisioni, anche quelle impopolari, spettano a noi e ne assumiamo la responsabilità. D’altronde di proposte nuove non ne vedo».
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