5 Stelle: “La centrale a biomasse a chi conviene?”

Gli esponenti del movimento esaminano la proposta portata all'amministrazione comunale dalla Ely spa basandosi sulle esperienze che stanno vivendo anche altri comuni nei dintorni. Un'analisi spietata

Il Movimento 5 Stelle di Solbiate Olona esprime tutta la sua preoccupazione per il progetto della Ely spa che prevede la realizzazione di una centrale a biomasse sul territorio. Gli esponenti del movimento vicino a Beppe Grillo hanno pubblicato sul loro sito un documento che prova a ipotizzare come funzionerà la centrale in attesa  del progetto che la società dovrà presentare e che descriverà le caratteristiche tecbiche dell’impianto che intende realizzare: «Proviamo a fantasticare sulla centrale a biomassa che la società “Ely SpA” vuole per Solbiate Olona, diciamo della potenza di 1Megawatt, ipotizzando un progetto analogo a quello in fase di attuazione a Turbigo».

Dopo aver spiegato di cosa si tratta ecco le possibili problematiche identificate: «Perché occupare 15.000 mq di terreno quando una centrale del genere compreso il capannone (in genere da 15 mt di altezza, nda) ne occupa in media c.ca 3.000 mq? – si chiedono e proseguono – Ipotizziamo un consumo di circa 14/16.000 tonn/anno di legno, pari a 1160/1360 tonn. settimana con utilizzo di svariati mezzi pesanti in aggravio al già compromesso stato della nostra viabilità locale».

Ipotizzando un consumo circa 180 lt/ora di acqua per il reintegro del circuito termico, quindi 1.440 mc/anno, i grillini si chiedono inoltre «da dove preleverà quest’acqua la centrale?». Inoltre pongono il problema del residuo delle ceneri che l’agricoltura non riuscirà ad assorbire e del reperimento della materia prima «La centrale sarà a km zero o doppio zero? Vale a dire, reperirà sufficiente materiale combustibile in zona? E il collegamento elettrico necessita di un elettrodotto? Che rumorosità avrà questo impianto? Quante centrali sono previste? (anche in futuro)»

I 5 Stelle pongono la loro attenzione anche sulla Procedura abilitativa semplificata (PAS) «che prevede, almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, la presentazione al Comune di “una dichiarazione accompagnata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che attesti la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie”». E pure sull’effettiva capacità di inquinare del sito: «Non siamo per niente rassicurati dalle indicazioni sui progetti che citano l’uso di tecnologie all’avanguardia per il controllo delle emissioni in atmosfera, diversi trattati dimostrano il danno causato dall’impatto ambientale e sanitario dovuto alla combustione di biomasse legnose consistente nel rilascio e nell’impossibilità di trattenere le micidiali polveri sottili (pm 10 e 2,5) contenenti anche diossina, nonchè ossidi d’azoto, idrocarburi, furani…».

Insomma per il 5 Stelle questo tipo di impianti «è solo business, se non ci fossero gli incentivi non ci sarebbero centrali – dicono e ricordano che –  quelle fino a 1 MW beneficiano di una tariffa omnicomprensiva di €280,00 MW (€ 0,280 Kw) per 15 anni (se entrano in esercizio prima del 31/12/12). Dopo tale data gli incentivi saranno sempre allettanti».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Novembre 2012
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