Pizzul, Civati, Cavalli o X? Le primarie in Lombardia

Lo stato delle cose sul centrosinistra. Si vota il 15 dicembre, almeno cinque nomi in campo, ma c'è chi spera che l'avvocato Ambrosoli torni in gioco, mentre la ginecologa Kustermann raccoglie consensi a Milano

Il centrosinistra sceglierà il candidato alla presidenza della regione Lombardia con le primarie, il 15 di dicembre. Il manifesto e le elezioni primarie sono state presentate venerdì 2 novembre a Milano dagli esponenti di Pd, Idv e Sel.

Il regolamento


Tutto in un giorno:  sabato 15 dicembre dalle 8 alle 20


Le primarie regionali
saranno comunque diverse da quelle nazionali e le regole sono più snelle (non c’è la registrazione preventiva, e l’età minima è 16 anni)

Saranno consultazioni aperte a chiunque condivida i contenuti a partire dal “patto civico tra le forze di centrosinistra. Le candidature dovranno essere presentate entro il 17 novembre e avere tre mila firme in almeno sei province: potranno votare i cittadini dai 16 anni in su.

I nomi? Non sono ancora ufficiali, ma ecco quelli più probabili. Innanzitutto si è tornato a parlare di Umberto Ambrosoli, indipendente, avvocato, milanese, in questo momento è consigliere della commissione antimafia del comune di Milano. E’  figlio di Giorgio, il liquidatore della banca di Sindona che si battè contro i poteri mafiosi e venne assassinato. 
Sembra che l’ipotesi Ambrosoli – che ha rifiutato la proposta (se avesse accettato probabilmente non si sarebbero fatte le primarie) –  sia particolarmente gradita al sindaco di Milano Giuliano Pisapia, da tempo convinto che ci sia bisogno di un nome "civico". 

All’interno del Pd prende quota il nome di Fabio Pizzul, consigliere regionale, cattolico, ex direttore di Radio Marconi. Pizzul, figlio del famoso giornalista Rai Bruno, ha scritto nel suo blog che la richiesta gli è stata rivolta e che ha deciso di valutarla seriamente. Ecco le sue considerazioni.  Pizzul non proviene né dai Ds né dalla Margherita ma direttamente dalla società civile milanese (è stato presidente regionale di Azione cattolica).

Pippo Civati, consigliere regionale con visibilità nazionale, è un altro dei papabili. Gli è stato chiesto da alcuni esponenti del partito (ma non dai "vertici"), dai suoi numeosi followers in rete ed è stato spinto da un sondaggio circolato su facebook a lui favorevole, ma non si è espresso ufficialmente. Civati starebbe valutando il da farsi. Nel suo blog non ha preso una posizione definitiva (e ha in corso una polemica con Pisapia) nei giorni scorsi aveva anche ricordato che è diventato padre da poco e doveva anche valutare le conseguenza sulla vita privata di un simile impegno. Civati, 37 anni, monzese, inzialmente a fianco di Matteo Renzi, ora se n’è distaccato:  è blogger e opinionista, in particolare sui nuovi media come il Il Post di Luca Sofri.

Senza partito. Ha annunciato da tempo la sua candidatura Alessandra Kustermann, ginecologa, responsabile del centro anti violenze della clinica Mangiagalli di Milano. Una candidatura molto milanese, e sostenuta da una certa borghesia meneghina laica, democratica e di sinistra. Si definisce arancione, cioè un esponente della società civile come Pisapia (che però è stato parlamentare). Il suo appello manifesto è stato pubblicato il 28 ottobre.

Un’altra candidatura con un forte impatto mediatico è quella avanzata da Giulio Cavalli, lodigiano, consigliere regionale uscente. Eletto con l’Italia dei valori, ha poi cambiato gruppo aderendo a Sel. E’ un attore noto per i suoi monologhi di denuncia in cui ha raccontato la penetrazione delle cosche della ‘ndrangheta in Lombardia. Per questo suo impegno è stato minacciato e vive sotto scorta da anni. Ha aperto un sito dove inviare proposte di governo per la regione. 

Parteciperanno anche il socialista Roberto Biscardini, ex consigliere regionale, e il consigliere uscente dell’Italia dei valori Stefano Zamponi.
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Novembre 2012
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