Rifiuti, in arrivo la mappa contro l’abbandono

Presentato il primo rapporto per il contrasto dell'abbandono dei rifiuti tra Italia e Svizzera. Dopo la fase sperimentale destinata ai comuni, presto ciascun cittadino potrà fotografare e segnalare. Per smaltirli gli svizzeri spendono 111 franchi pro capite l'anno

mappa rifiuti fotoFai un giro per il bosco, trovi i rifiuti, li fotografi e li segnali alle guardie ecologiche mettendo tutto in rete. Parte dalla tecnologia e dal web la campagna per combattere il littering, termine inglese che si rivolge al concetto di abbandono della spazzatura. Non è fantascienza ma un gesto che sarà possibile a breve col progetto Web-Gis presentato oggi a Mendrisio nel corso di un convegno dove è stato illustrato il primo rapporto per il contrasto dell’abbandono rifiuti tra Italia e Svizzera. Qualche numero per capire di cosa stiamo parlando arriva proprio dai vicini di casa, tradizionalmente conosciuti per la loro pulizia. Bene: in Svizzera il littering costa ogni anno, tra raccolta e smaltimento dei rifiuti, la bellezza di 111 franchi pro capite. Non ha quindi latitudini l’atteggiamento delle persone a disfarsi di ciò che non serve più nelle maniere più barbare per l’ambiente.
La conferma arriva anche dagli stessi svizzeri: dal direttore del dipartimento del territorio del Canton Ticino Marco Borradori colpito per la maleducazione di molte persone sulle strade, anche in Ticino, alle notizie che parlano di vacche al pascolo morte per via delle lattine buttate nei pascoli e diventate rasoi perché aperte dal taglio dell’erba. Cosa fare allora? Dichiarare guerra alla spazzatura abbandonata impiegando smarthone e internet, così da puntare sulla mappatura del territorio e creare un database utile alle forze dell’ordine per sanzionare, e alle amministrazioni comunali per capire quali politiche attivare e in quali luoghi destinare l’attenzione. Il sistema si chiama web-Gis e da un anno è allo stadio sperimentale in alcuni comuni tra Italia e Svizzera, in particolare sono 11 del Canton Ticino e 72 della provincia di Varese. Il primo step è stato quindi destinato alle amministrazioni comunali, e a breve sarà a disposizione anche dei cittadini: non si tratterà di una denuncia vera e propria, bensì di una segnalazione, che spetterà poi alle forze dell’ordine verificare sul posto e validare sotto forma di verbale.
Il progetto è stato presentato, come si diceva, nel corso del report "Insubria pulizia sconfinata" che riguarda uno dei punti forti del programma "Modus Riciclandi", il contenitore del Progamma Integrato Trasfrontaliero, promosso da Unione Europea e Regione Lombardia, che vede la collaborazione di Provincia di Varese e Canton Ticino nella ricerca di nuovi percorsi di responsabilità sulle problematiche dei rifiuti.rifiuti foto
La Provincia di Varese, capofila di questo progetto era rappresentata dall’assessore Luca Marsico che ha parlato dei buoni livelli di raccolta differenziata raggiunti in provincia di Varese: «Siamo oramai al 61% e l’obiettivo è quello di arrivare al 65%, mentre per quanto riguarda la riduzione del 3% della produzione dei rifiuti l’obiettivo è stato raggiunto». Il rapporto sulla situazione del littering è stato illustrato da Giorgio Ghiringhelli, responsabile di Ars ambiente srl e coordinatore del progetto "Insubria Pulizia Sconfinata". «La qualità e la quantità dei rifiuti abbandonati è molto variata da decenni a questa parte: gli imballaggi sono per esempio in crescita, visto che una volta si vendevano molti più prodotti sfusi; oggi c’è più plastica. Ma un dato importante frutto anche della grande sensibilizzazione sul pubblico è la raccolta differenziata – ha detto Giringhelli – . Basti pensare alla raccolta dell’umido: nel 2000 nel Varestto erano 12 i comuni che la facevano. Già nel 2009 i comuni erano 141. Oggi, con questo progetto che abbiamo presentato, sarà possibile intervenire anche sull’abbandono, dando la possibilità a ciascun cittadino di contribuire attivamente alla mappatura del degrado: uno strumento che servirà non solo all’Italia, ma anche agli amici del Canon Ticino».
La pubblicazione contiene diversi spunti sul tema ambientate che vanno dallo studio normativo, individuando le norme di riferimento, fattispecie di reato, apparato sanzionatorio, modalità di accertamento, ordinanza di sgombero, coinvolgimento gev e corpi. E vi è anche uno studio "psico-sociologico": come si rapporta l’uomo col rifiuto e quando un bene diventa rifiuto. Uno degli obiettivi su cui si è insistito e che riguardano proprio l’atteggiamento psicologico del cittadino è insomma quello di dotare gli amministratori di uno strumento che permetta di conoscere e presidiare le zone più colpite dall’abbandono dei rifiuti, in modo da evitare il fermento della "teoria della finestra rotta": il degrado che chiama degrado se non si interviene.

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Insubria polizia sconfinata 4 di 16
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2012
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