Docente spagnola in visita: “Quanta matematica imparate!”

In Spagna la materia non è obbligatoria, così per sei settimane seguirà il collega dell'Isis Stein per approfondire i programma. In laboratorio, intanto, lavora una studentessa del Mit

I docenti del progetto ComeniusSette docenti stranieri in visita allo Stein di Gavirate. L’istituto superiore, in questi giorni, è un crocevia di culture e sistemi pedagogici diversi. Grazie al progetto Comenius, la scuola da anni è attiva in Europa, i professori dell’Isis hanno frequenti scambi di opinione e punti di vista sulle pratiche migliori educative. 

E proprio attraverso questi scambi, la professoressa Maria Roget, che insegna matematica in un istituto superiore alle porte di Barcellona in Spagna, seguirà come un’ombra ( "job shadowing") per sei settimane il collega Roberto Fontana che insegna al liceo: « Quando ho conosciuto il sistema italiano – spiega la docente iberica – sono rimasta molto colpita dai vostri programmi, così approfonditi e obbligatori per tutti. Nel mio paese la matematica non è obbligatoria: sembra strano, lo so, ma solo i ragazzi che seguono percorsi scientifici devono fare questa materia. Così come il latino: da noi è un insegnamento quasi scomparso e chi lo insegnava ora si è riciclato con la filosofia. I vostri programmi sono vasti e forniscono una preparazione decisamente buona». Per il prossimo mese e mezzo, dunque, Maria accompagnerà il collega in tutte le classi dove interverrà dando il suo contributo, in particolare sia nelle verifiche sia nelle interrogazioni. 

E nei laboratori scientifici, per tre settimane, i ragazzi di terza e di quarta saranno assistiti da Jennifer, studentessa del MIT ( Massachusetts Institute of Technology), del secondo anno, che ha scelto di fare un’esperienza di didattica nel nostro paese: « Amo molto l’Italia perchè mia madre è italiana e sono già stata in questo paese 4 volte. Vorrei provare l’esperienza didattica perchè sono affascinata da questo ruolo. Certo, io ho 19 anni e avrò studenti di pochissimo più giovani di me. Ho notato che mentre negli Stati Uniti i docenti sono sempre molto puntuali ( negli Stati Uniti sono i ragazzi a cambiare aula mentre gli insegnanti rimangono ad accoglierli) e in classe sono rare le occasioni di avere delle pause, in Italia, a ogni cambio dell’ora c’è la possibilità di parlare e fare casino mentre si attende il docente. C’è un po’ di baraonda, poi si ritorna al lavoro e i ragazzi sono educati e attenti». Jennifer è arrivata a Varese con una sua compagna del Mit che lavorerà allo scientifico Ferraris di Varese. I due istituti varesini, insieme a uno del pavese, hanno ottenuto l’autorizzazione del Ministero dell’Istruzione per attivare questa opportunità. 

Intanto, gli altri cinque docenti di nazionalità diverse ( Finlandia, Turchia, Islanda, Svezia ) si riuniscono per individuare un nuovo tema da sviluppare in funzione europeista: « In questi anni – spiega il professor Lanfranchi storico responsabiloe dei progetti Comenius ormai al suo ultimo anno di attività – abbiamo ottenuto quasi 100.000 euro per finanziare i progetti di condivisione. Ora ne vogliamo proporre altri due pur sapendo che le condizioni sono cambiate: le risorse sono inferiori e c’è più concorrenza». Tra i progetti in discussione ce n’è uno sui laghi: « Le nostre scuole vivono in contesti lacustri e vogliamo proporre un tema sull’importanza dei laghi e la loro salvaguardia».
L’Isis Stein è l’unico, attualmente, in Italia e uno dei pochissimi in Europa ad aver attivi ben tre progetti. Sforzi enormi che vengono accolti con entusiasmo anche dalle famiglie, disposte anche ad autotassarti pur di non perdere occasioni di scambio. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Gennaio 2013
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